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Si indaga sulla lista dei vip e trema il Palazzo

Lista anemone 350 nomi illustri. Scajola non sarà a Perugia


Lista anemone 350 nomi illustri. Scajola non sarà a Perugia
13/05/2010, 21:05

ROMA –  Qualcuno già parla di Appaltopoli ed il pensiero va subito alla Tangentopoli cha ad inizio anni ’90 cancellò la Prima Repubblica. Ora gli esponenti politici coinvolti sarebbero tanti e potrebbero creare problemi al Governo.

Rivelazioni a pioggia sulla stampa sul contenuto di una lista di clienti vip dell'imprenditore Diego Anemone per acquisto, vendita, ristrutturazioni immobiliari da lui eseguite, in mano alla magistratura che indaga sulle sue attività e che ha portato alle dimissioni del ministro Claudio Scajola che domani davanti ai pm perugini che lo hanno convocato come persona informata sui fatti non si presenterà, giudicando scorretta la convocazione e comunque incompetente la sede giudiziaria perugina con riferimento ad attività svoltesi a Roma.

Nella lista ci sono circa 350 nomi di personaggi illustri (e/o loro congiunti) della politica, dell'amministrazione dell'economia, dello spettacolo, della cultura: tutti risultati in rapporto con Anemone ma per tutti da stabilire se con regolari prestazioni di scambio professionali o se collegati invece a favori impropri all'imprenditore. Inevitabile che alla pioggia di nomi, sia seguita altrettanta pioggia di smentite e precisazioni.

La più autorevole è quella del Vicepresidente del Csm Nicola Mancino: «Il signor Anemone non mi ha fatto nessun regalo. Non ha avuto alcun tipo di protezione né io ho avuto da lui alcuna 'regalia'. I lavori di cui si parla gli furono affidati dal Sisde per mettere in sicurezza il mio appartamento da ministro degli Interni». La più netta è quella del giudice costituzionale Gaetano Silvestri: «Non conosco e non ho mai conosciuto Anemone, non possiedo e non ho mai posseduto immobili di qualunque genere a Roma».

Sul fronte Governo, Guido Bertolaso limita il rapporto con Anemone a 20 mila euro di prestazioni di falegnameria e smentisce la proprietà di una casa in via Giulia. Con la sottolineatura che sua moglie nel 2006 «non diede seguito ad un progetto a lei richiesto da Anemone proprio per ragioni di opportunità». Il Pd, con il segretario Pierluigi Bersani chiede che «il Governo lasci fare magistratura» e «dica cosa pensa del meccanismo». Insomma.
«da parte nostra nessuna cautela, si vada a fondo». Il Premier Silvio Berlusconi, parlando ieri sera a una cena con alcuni imprenditori, non si mostra spaventato dai riflessi di 'appaltopoli' sul suo governo, spiegando di essere convinto che «non siamo di fronte ad una nuova Tangentopoli» e che comunque «se si scoprirà che anche nel Governo c'è chi ha sbagliato dovrà andare via». Ma nella maggioranza la preoccupazione è forte.

«Siamo davanti a una situazione gravissima: il segreto istruttorio addirittura viene ormai violato con una lista di proscrizione», denuncia il capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto. Più esplicito, il ministro Umberto Bossi, dal fronte Lega, avverte: «Io - aggiunge- so solo che non c'entro. Ma mi pare una cosa un po' strana, un po' preparata. Certo se portano via tutti i ministri il Governo rischia: ma finché ci siamo io, la Lega e Tremonti, non lo buttano giù».

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di Mario Aurilia
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