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Tiene banco il caso Conte con le spaccature del Pdl

Liste elettorali, il Pd divide i reati in serie A e serie B


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Liste elettorali, il Pd divide i reati in serie A e serie B
03/03/2010, 17:03

NAPOLI – Liste pulite sì, liste pulite no. E’ il tormentone degli ultimi giorni, quando le elezioni regionali sono agli sgoccioli. Ed è stato uno degli argomenti chiave della conferenza del Pd che si è tenuta questa mattina nella sede napoletana del partito, alla presenza del segretario regionale Enzo Amendola.
Parlando della bufera che è esplosa all’interno del Pdl, Amendola ha rimarcato la necessità di consegnare la Regione in mano ad un partito forte, che sappia governare; il centrodestra, a sua detta, al momento non mostra di avere i requisiti adatti. “Un partito che si divide già in campagna elettorale, - si chiede il segretario del Pd, - come può essere solido durante il governo?”
Particolare attenzione, anche alle liste. Tiene ancora banco il caso di Roberto Conte, ex Pd, espulso dal partito quando coinvolto da indagini per concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente condannato in primo grado per quel reato. E’ uno dei casi su cui Enzo Amendola punta per dimostrare l’inopportunità di dare il proprio voto alla coalizione di centrodestra. Ma Conte è in buona compagnia, tra indagati e condannati.
Le cose non cambiano dall’altro lato della barricata, nelle liste presentate dal Pd: anche tra quei nomi ci sono delle fedine penali non proprio immacolate. Partendo dal candidato alla poltrona di governatore, Vincenzo De Luca, con un rinvio a giudizio alle spalle. E passando, facendo un esempio, all’attuale assessore Corrado Gabriele, indagato per molestie.
La linea zero, spiega Amendola, vale per quanto riguarda le collusioni per la camorra. In quei casi “anche un avviso di garanzia rende la persona incandidabile”. Sugli altri reati, considerati meno gravi, si può anche chiudere un occhio, perlomeno fintanto si tratta di indagini in corso e non di condanne. Reati di serie a e di serie b.

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di Nico Falco
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