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L'Italia è un Paese razzista?


L'Italia è un Paese razzista?
14/02/2011, 21:02

 

BASTA CON LE IPOCRISIE, L’ITALIA È UN PAESE RAZZISTA!


 

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

Le violenti rivolte in Tunisia ed in Egitto, sono l’inizio di un processo nuovo, molto simile al crollo del sistema sovietico, che sconvolgerà il nostro mondo occidentale, chiuso ed incapace di nuove idee, di nuovo slancio culturale, di nuove politiche sociali. Il nostro mondo ìn profonda decadenza, incomprensibile dall’esterno, parla di globalizzazione senza comprenderla e vive di paure che alimentano comportamenti e politiche contrarie a qualsiasi diritto umanitario. Purtroppo per noi, i comportamenti degli italiani e la politica razzista del Governo Berlusconi, sono evidenti, non si possono più negare e vengono evidenziate e sanzionate dagli organismi internazionali.

Human Rights Watch , la prestigiosa ed autorevole associazione internazionale per la difesa dei diritti umanitari, ha presentato qualche giorno fa il suo rapporto per l’anno 2010. A tale scopo, sono stati analizzati oltre un centinaio di paesi, per verificare lo stato del rispetto dei diritti individuali di ogni cittadino ed il rispetto delle regole condivise e stabilite nelle convenzioni dell’ONU. Purtroppo, ancora oggi, i più elementari diritti umani non sono tutelati in molti Stati. 
E il pensiero va alla Cina, alla Corea del Nord, al Sudan, all'Arabia  ed ai tanti paesi del mondo in cui sono negati i più semplici diritti, compresi l’Iran sciita e l’Egitto del dimissionario Mubarak.

Purtroppo il rapporto dedica un intero capitolo all'Italia.
Le principali violazioni del nostro Paese sono: Mancato rispetto dei diritti dei richiedenti asilo.

L ’Italia rimanda in Libia persone intercettate in mare senza chiedere loro, nella loro lingua, il nome, il cognome e la nazionalità; in questo modo non si dà ai cittadini migranti la possibilità di richiedere asilo politico. Tale comportamento, è contrario al Trattato di Ginevra, sottoscritto anche dal nostro paese. Questo comportamento ha conseguenze 
spesso gravissime. L’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati 
offre stime dei cittadini aventi diritto respinti alle nostre frontiere, che sono circa un terzo di coloro che vengono respinti. Sono oltre un migliaio, quelli che avrebbero diritto di asilo, rinviati indietro, al loro destino di guerra, di persecuzione e spesso di morte certa, come testimoniato in alcuni episodi riportati nella relazione. Ad aggravare la posizione dell’Italia è la denuncia, sostanziata da chiari episodi, di continuare a deportare i sospetti di terrorismo 
in Tunisia,  nonostante il rischio di maltrattamenti e torture. Dopo gli avvenimenti di quel paese, sarà molto difficile continuare in queste pratiche anti umanitarie; ed il ministro Maroni, si è subito dichiarato preoccupato.

Alla grave denuncia dell’HRW, si aggiunge quella delle istituzioni europee. Infatti, anche  la Corte Europea dei diritti umani  e il Consiglio di Europa hanno richiamato il Governo italiano per il mancato rispetto dei diritti dei minori: l'Italia ha respinto in  Libia anche minori, che dovevano essere accolti in virtù dei diritti riconosciuti dalla Convenzione dell’ONU, che riguarda proprio i bambini figli dei migranti.
Ma la denuncia dei comportamenti del nostro paese in materia di diritti non si ferma solo al problema dei migranti, infatti sono stati rilevati forti comportamenti discriminatori nei confronti di etnie minoritarie come i rom e i  sinti. Il rapporto segnala discriminazioni in materia di alloggi, 
accesso alla giustizia, assistenza economica e fiscale, nonché episodi  di pura e semplice violenza compiuti nei confronti di questi cittadini, troppo spesso accusati di crimini orrendi che non corrispondono al vero.A tal proposito va ricordato che, anche il  Comitato europeo dei diritti 
sociali della U.E.  condanna l'Italia per la discriminazione contro i  Rom.
Razzismo, xenofobia, omofobia sono chiaramente individuati nel rapporto della Associazione Umanitaria e rappresentano con la crudezza delle cifre un paese che si dichiara “non razzista”, ma che nella pratica quotidiana delle sue istituzioni, nei comportamenti di molti cittadini e nella opinione pubblica sono radicati comportamenti e convinzioni fortemente razziste. Sarebbe il caso di non fare finta di niente, perché gli episodi di violenza contro immigrati ed omosessuali, sono veramente tanti e sono un pericoloso fenomeno non combattuto adeguatamente dal Governo.

Proprio in queste ore, il Ministro Maroni, ha dichiarato lo stato di emergenza umanitario nei confronti dei barconi, che dalla Tunisia sono già approdati a Lampedusa ed in Sicilia. La politica del Governo italiano, di sostenere regimi anti democratici nei paesi africani della costa Sud del mediterraneo, sta miseramente fallendo, dietro lo sconvolgimento di quelle nazioni, in cui la disperazione e la fame ha provocate rivolte vincenti e cambiamenti di regime. Le notizie che giungono dalle banche Svizzere, del congelamento degli ingenti patrimoni di Ben Ali tunisino e del Rais Mubarak, spiegano bene l’enorme ingiustizia che quei popoli dovevano subire, mentre pochi ingordi e potenti, prendevano per loro tutta la ricchezza prodotta. Pensate, sono stati congelati dalla Banque Suisse, ben 70 miliardi di dollari della ricchezza personale del Rais egiziano, una somma pari alla manovra di stabilità che il Ministro Tremonti ha effettuato in Italia. L’Egitto ha un Pil pari ad un decimo di quello italiano, pensate che cosa avrebbe potuto fare quel paese con i soldi personali accumulati dalla famiglia di Mubarak

Appoggiare quei Governi per contravvenire alle regole internazionali su i diritti umanitari è una ulteriore riprova di quanto sia razzista il nostro paese. Il nostro Governo è formato da partiti politici dichiaratamente razzisti, come la Lega ed il nostro ministro degli Interni è proprio uno dei massimi leader di quella formazione. La destra italiana, da sempre razzista, lascia il lavoro sporco ai leghisti, che respingono gli immigrati e discriminano in Italia i meridionali. Un razzismo interno a cui corrisponde un razzismo esterno. Una politica di infamia che ricorda tempi lontani. Una politica che non porta da nessuna parte, perché la globalizzazione sta cambiando il nostro mondo, i popoli cercano i loro diritti, vogliono coltivare le loro speranze e non c’è posto per lo sfruttamento, le persecuzioni e il razzismo. Saremo tutti coinvolti e travolti dal vento del Sahara, sperando che ci aiuti a dissolvere le nebbie in cui siamo costretti da troppo tempo ormai.

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di Raffaele Pirozzi
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