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L'ITALIA DEI DISONOREVOLI


L'ITALIA DEI DISONOREVOLI
22/04/2008, 09:04

Si sono raccolte firme, si sono firmate petizioni e si sono svolte numerose manifestazioni. La richiesta dei cittadini italiani era semplice (e giustissima): "Non vogliamo più personaggi con la fedina  penale sporca tra i parlamentari". I "cari" partiti, come di consueto, se ne sono fregati in maniera insopportabilmente palese e, per dimostrare ancora una volta che, nel nostro paese, far politica, vuol dire prendere in giro gli elettori, hanno candidato ben 100 personaggi tra condannati, rinviati a giudizio, prescritti e indagati. Risultato?! 70 di questi signori, adesso, sono al governo. Dando un'occhiata alle cifre, ci rendiamo conto che, il Pdl, è il partito che ha proposto il numero maggiore di "disonorevoli" ( ben 56 di cui 45 eletti). Seguono poi il Pd (13 eletti dei 18 proposti) la Lega Nord (7 candidati eletti su 8 presentati) e l'UDC ( con un bel 5 su 9).

Beppe Grillo, dal suo blog, scrive: "L’otto settembre 2007 un milione e mezzo di persone è scesa in piazza. 350.000 cittadini hanno firmato tre leggi popolari per un Parlamento Pulito. Qualcosa hanno ottenuto. Ma è poca roba. Infatti il numero dei condannati in via definitiva è diminuito da 24 a 16. In aumento invece il numero dei condannati in primo e secondo grado, come il neo senatore Cuffaro UDC, che potranno difendersi meglio grazie all’immunità parlamentare. Stabile il numero dei prescritti e degli indagati. Per i primi la sentenza è arrivata fuori tempo massimo e si sono rifatti una vita, per i secondi l’eventuale condanna non arriverà più. I maggiori partiti si sono distinti per le candidature. Anche in questo caso Testa d’Asfalto ha ridicolizzato Topo Gigio con uno schiacciante 3 a 1. I 70 sono stati eletti per mancanza di informazione. Nella scheda elettorale il loro nome non c’era. Io avevo chiesto, oltre al nome, la fedina penale, in modo che il cittadino potesse scegliere il pregiudicato preferito. Non mi hanno accontentato". A questo punto, ulteriori commenti, sarebbero superflui. La politica italiana è una barzelletta ed una di quelle che, purtroppo per noi, non fanno ridere.

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di Germano Milite
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