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L'Italia del sultano Berlusconi


L'Italia del sultano Berlusconi
29/10/2010, 17:10

Ancora una volta ci è ricascato. Ovviamente, come nel caso di Noemi Letizia, si parla solo di cene e cose innocue, ma con la vicenda di Ruby non si può dire altro. perchè i casi sono due: o è vero che ci sono state solo cose innocue, oppure, se le cose fossero meno innocue, il premier, come ha detto Patrizia D'Addario al Fatto Quotidiano, ha intorno una rete in grado di spezzare le ossa (e non solo metaforicamente) a chiunque disturbi seriamente il padrone. Solo per fare un esempio, basta ricordare quello che successe a Gianfranco Mascia, uno dei fondatori del Bo.Bi (BOicottiamo il BIscione), il quale fu picchiato, legato e sodomizzato con un manico di scopa da persone che sono rimaste ignote. Ma anche se si escludono questi casi - in cui la responabilità diretta di Berlusconi non c'è e non è mai neanche stata presa in esame da nessuno - chi si è scontrato col premier ha avuto un sacco di incidenti: strani furti, pedinamenti, e molto altro. Quindi è garantito che, se anche fosse successo qualcosa di "incoffessabile", nessuno ne parlerebbe.
Nessuno ne parlerebbe, ma a saperlo sono in tanti. E ciascuno di questi (o meglio di queste, dato che si tratta per lo più di ragazze) è in grado di esercitare un discreto ricatto verso il premier. E non è solo una ipotesi. Lo disse apertamente lo stesso Berlusconi, quando telefonò ad Agostino Saccà, allora direttore di RaiFiction, chiedendogli di sistemare cinque ragazze. In particolare, per una di esse, Antonella Troise, fece presente che le andava trovato qualcosa da fare al più presto "perchè sta cominciando a parlare". Abbiamo avuto poi il caso della D'Addario, che chiese un aiuto per avere una modifica al PRG per ristrutturare la casa del padre, ma ottenne anche un seggio alle elezioni in Puglia nella lista di Raffaele Fitto. Ma poi? Quanti altri casi abbiamo avuto di ricatti andati a buon fine? Che ne sappiamo noi che donne dotate di un bel corpo (Mara Carfagna, Barbara Matera, Nicole Minetti e così via) non abbiano avuto i loro ruoli istituzionali solo perchè hanno minacciato Berlusconi di rendere nota questa cosa o quell'altra? Ovviamente non lo sapremo mai. Ma il sospetto resterà.
E quindi noi italiani possiamo accettarlo? Possiamo accettare di essere governati da un sultano che ama mostrarsi virile avendo un harem formato da prostitute e magari veline che cercano di sistemarsi, anche se così facendo si espone ai ricatti? Può essere mai questo il nostro futuro?
Nel 2009, quando scoppiò lo scandalo di Noemi Letizia, Veronica Lario lo scrisse nella sua lettera aperta non la quale in sostanza comunicava al premier la sua intenzione di divorziare. Scrisse esplicitamente che il marito era malato e che andava appresso alle minorenni; e che per questo andava curato. Molti lessero in queste frasi del semplice astio, tipico della donna che si sente tradita. Ma evidentemente è vero. L'unico problema è: chi glielo dice agli italiani? E soprattutto, chi glielo dice a Berlusconi.

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di Antonio Rispoli
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