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ad annunciarlo è stato La Russa dopo il CdM di stasera

L'Italia manderà altri mille uomini in Afghanistan


L'Italia manderà altri mille uomini in Afghanistan
03/12/2009, 21:12

ROMA –“L’Italia invierà altri mille soldati in Afghanistan entro il 2010, ma con un mandato temporale definito” con queste parole il Ministro della Difesa Ignazio La Russa conferma la posizione del Governo di venire incontro alle richieste degli Stati Uniti di un maggior impegno del nostro Paese nella lotta contro i talebani.
La decisione è stata presa all’interno del Consiglio dei ministri ora si dovrà aspettare il via libera del Parlamento per la ratifica. l'invio dei soldati italiani sarà effettuato entro 14 mesi a partire da gennaio, con una particolare accelerazione nel secondo periodo del prossimo anno.
L’obbiettivo del Governo Berlusconi è quello di «delineare la nostra presenza in una gestione interamente italiana nella zona ovest del Paese, anche nella parte più marginale di quella zona dove ora ci sono gli inglesi e gli americani», spiega La Russa in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il Ministro Frattini ha poi ribadito che l’impegno dell’Italia è quello di seguire le direttive della Nato, infatti nell’ultima riunione di Bruxelles l’unico paese europeo che è in grado di garantire un impiego immediato di truppe sul territorio afgano sembra essere il nostro. Ma l’Italia non manderà allo sbaraglio i propri uomini, infatti il Governo ha chiesto più fondi per la ricostruzione e obblighi più precisi al Governo Karzai.
Frattini ha espresso «disponibilità immediata» a riferire in Parlamento sulla questione Afghanistan. «Si entra insieme e si esce insieme agli alleati dalle missioni di pace internazionali - ha detto, sottolineando che l'aumento di mille uomini corrisponderà a un piano di riduzione uomini in altre aree critiche, come il Libano e i Balcani . Siamo convinti che non si debba parlare di exit-strategy, ma di strategia di transizione con la differenza rispetto al recente passato che la transizione ha una prospettiva temporale determinata: mi permetto di dire che traggo dalle parole del presidente Karzai che il 2013, fine del suo mandato è un limite massimo, non un limite minimo».


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di Mario Aurilia
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