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Lo scontro di potere tra "Cascetta e Lettieri"


Lo scontro di potere tra 'Cascetta e Lettieri'
29/05/2009, 10:05

 

SCONTRO DI POTERE.LO SCONTRO TRA “CASCETTA E LETTIERI”.


 

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

In questa campagna elettorale, in cui non si parla affatto della Provincia e dell’Europa, registriamo l’inizio dello scontro politico vero, quello a cui assisteremo nel prossimo futuro: le elezioni regionali. Sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno, ci sono stati i primi interventi. All’Assessore ai Trasporti della Regione Ennio Cascetta, uno dei possibili candidati alla successione di Bassolino , ha risposto polemicamente, il Presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Gianni Lettieri.

Come qualcuno ricorderà, Lettieri fu candidato alla Regione dallo stesso Berlusconi nella assemblea degli industriali che si tenne a Napoli nell’Ottobre del 2008. In questo anticipo di campagna elettorale regionale, Cascetta ha già dimostrato il limite della sua azione politica: è costretto a difendersi, più che attaccare. Infatti, ha ripetuto il buon lavoro svolto dalla Giunta, soprattutto in merito alla metropolitana ed ai trasporti regionali, al buon utilizzo dei Finanziamenti Europei ed alle buone prospettive per lo sviluppo della Regione. Per Lettieri è stato facile cogliere in fallo l’Assessore di lungo corso di Bassolino, affermando che per la metropolitana siamo in ritardo enorme, che i Fondi Europei sono stati spesi male. Infine Lettieri ha fatto una denuncia che condividiamo, si sta preparando una infamia grande. Il “Progetto Isola” è concluso, non ha fatto formazione ma ha erogato solo assistenza a 3500 persone. Per continuare questa pratica, si sta organizzando una Agenzia in cui sistemare queste persone e continuare ad assisterle on i soldi della collettività .

Il volersi ostinare, da parte di Bassolino e del suo gruppo di stretti collaboratori, ad una difesa acritica del loro operato è l’errore che, se ripetuto in futuro, porterà a difficoltà il centro sinistra. Gli errori sono sotto gli occhi di tutti e la mancanza di un bilancio delle attività svolte, non consente un esame approfondito dei limiti e delle difficoltà che chiunque verrà dovrà affrontare.

Si impedisce in questo modo una lettura politica più corretta di quello che è avvenuto in questa Regione. Innanzi tutto, deve essere ricordato che l’attuale giunta si basa sull’accordo politico tra Bassolino, De Mita e Mastella da una parte e Rifondazione dall’altra, stabilito nel 2000.

L’accordo con De Mita e Mastella era basato sulla gestione del settore della Sanità, che da solo rappresenta il 70% del bilancio Regionale, una cifra enorme, di quasi 10 miliardi di Euro. L’Assessore della prima Giunta Bassolino, che tutti hanno dimenticato, tanto era insignificante, Rosetta Tufano, era indicata da De Mita e serviva solo per non disturbare il vero referente del vecchio leader irpino: Angelo Montemarano, responsabile dell’A.S. L . Napoli 1. Il quale finito il suo compito nella Azienda, è diventato l’Assessore alla Sanità nel 2005, ha fatto eleggere il figlio nel Consiglio Comunale a Napoli nel 2006, ed ora è candidato alle europee per il Partito Democratico non avendo scelto di seguire il suo antico riferimento politico; per la sua candidatura, è stato dimissionato dal Presidente della Regione, che non ha fatto la stessa cosa con l’altro Assessore candidato, Cozzolino. Una cortesia fatta a De Mita?

Come tutti sanno, quando Veltroni non volle candidare l’ottantenne De Mita alla Camera nelle elezioni politiche, questo ultimo è passato con l’UDC di Casini ed oggi è candidato alle Europee. Il De Mita, nel suo passaggio con Casini non ha messo in crisi la Regione, ma la provincia di Avellino, dove si vota in questa tornata. In Campania l’UDC appoggia il centro destra nelle elezioni provinciali, nel resto d’Italia no! E’ strano non è vero?

Per quello che riguarda la famiglia Mastella le cose sono ancora meno limpide. La signora Mastella resta Presidente del Consiglio Regionale, come tutti ricordano, fu arrestata e posta agli arresti domiciliari dai magistrati di Santa Maria Capua Vetere, per una telefonata in cui rivendicava per il suo gruppo politico la posizione di un dirigente nella Asl di Caserta. Ancora e sempre la Sanità!

Su quella vicenda cadde il Governo Prodi. Ora, Clemente Mastella è candidato alle Europee nella lista del centro destra. Che senso ha?

D’altra parte, bisognava mantenere dentro la coalizione Rifondazione Comunista che nel 2006 aveva avuto attorno all’otto per cento dei consensi. Ed ecco la politica di sostegno assistenziale alle liste dei disoccupati, ed altri provvedimenti assistenziali come il reddito minimo garantito. L’appoggio di Rifondazione a Bassolino, era circoscritto alle sole questioni regionali, mentre veniva attaccato da Sodano e dal sindaco di Acerra per l’operazione del termo valorizzatore. In queste condizioni come si potevano utilizzare correttamente i Finanziamenti Europei? Il loro utilizzo è stato, troppo spesso sostitutivo dell’intervento ordinario, non poteva creare sviluppo. Anche perché lo sviluppo è tutta altra cosa da quella che immagina De Mita.

Ma veniamo a Lettieri, agli imprenditori napoletani che alzano la voce perché è cambiato il vento. Con chi sono stati dal 1993 ad oggi? Chi li ha sostenuti, finanziati ed inseriti nell’accordo politico con i vecchi democristiani? Non sono imprenditori i Romiti, amministratori di Impregilo, la società della spazzatura? Non è imprenditore Della Morte, che ha l’appalto per la realizzazione della metropolitana napoletana? Dove era l’Unione Industriali quando si è deciso ad un tavolo di concertazione regionale la stazione ad Afragola, e chi l’ha costruita? Non sono imprenditori tutti coloro che hanno ottenuto Finanziamenti Europei per opere che non sono servite a niente? Perché quando si tratta di guadagnare gli imprenditori sono bravi, quando si tratta di assumersi le proprie responsabilità la colpa è dei politici che non gli hanno dato quello che non è giusto che avessero?

Infine, con tutti soldi per la formazione, per il turismo ed il commercio che sono stati messi in moto in questa regione, quanti posti di lavoro hanno realizzato questi imprenditori napoletani che oggi si fanno portatori di indignate reazioni. Una vecchia politica, è quella a cui assistiamo, ma l’impresa napoletana è sempre la stessa, assistita come i disoccupati organizzati, entrambe le categorie inserite dentro un patto che ha significato solo la gestione del potere e la sopravvivenza.

Ed il nuovo chi sarebbe? Gigino Cesario? Il vecchio socialista craxiano di Sant’Antimo, che non fanno parlare mai in televisione perché altrimenti sarebbero guai, vista la sua poca capacità e competenza?

Quale è il nuovo patto che si muove attorno al geniale rappresentate del centro destra? Una politica ancora più vecchia dell’industrializzazione fallita di De Mita e Bassolino, l’abuso del territorio, la speculazione edilizia, cara a Lauro e Gava. Così torneremo indietro a quelle politiche di distruzione del territorio che hanno portato solo degrado e mancato sviluppo, in cui i fratelli costruttori di Cesario sono tra i maggiori esponenti. Qualcuno crede che le Vele di Scampia ci sono sempre state? No, sono la incredibile invenzione di una politica di costruzione di alloggi popolari che doveva arricchire gli imprenditori che hanno fatto la fortuna di un modo di fare politica nel quale i cittadini non contano e non devono mai contare.

Quando ci fu la crisi della Regione, travolta da arresti e dalla inchieste, mentre la spazzatura era dapertutto o, chiedemmo con forza alla giunta di cambiare passo nom perché quella politica era sbagliata e perdente, volevamo e vogliamo una politica nuova, che faccia crescere i cittadini in un percorso difficile, ma che valorizzi le nostre potenzialità. Vogliamo una Campania senza assistenza, ne per i disoccupati, ne per gli imprenditori, vogliamo un a Campania in cui la gente per bene possa contare. E’ un sogno, può darsi, sicuramente non lo può garantire Berlusconi, ma nemmeno lo può garantire Bassolino o Lettieri.

Una nuova politica per una nuova impresa, in una società più libera.

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di Raffaele Pirozzi
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