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L'ex premier si difende dalle pesanti accuse di Veltroni

Lo sfogo di D'Alema:"Io sono un politico, altri no"


Lo sfogo di D'Alema:'Io sono un politico, altri no'
20/12/2009, 12:12

C'è poco da dire e poco da fare, al di la delle dichiarazioni di facciata e degli inviti a "fare cerchio comune", il Partito democratico risulta scisso in maniera fin troppo distinta in due sotto-partiti: quello della corrente Bersani-D'Alema e quello che invece segue il filone minoritario di Veltroni e Fransceschi. Nell'intricatissima situazione politica italica e nell'insidioso sottobosco d'ipocrisie, personalismi ed invidie, rischia di rimanere intrappolato anche un cavallo di razza come Massimo D'Alema. A gettare l'amo è lo stesso Walter Veltroni che, prima durante e dopo il convegno della corrente Pd di Area democratica tenutosi a Cortona, bacchetta severamente "baffetto di ferro" e ammonisce:"E' assolutamente strumentale: non si può dire una volta che Berlusconi deve essere ridotto a fare il mendicante e poi un'altra trattarlo come se fosse De Gasperi. E' allucinante". L'ex segretario poi incalza ed affonda il colpo:"Io credo che si debba essere seri e coerenti in politica. Invece che succede? Succede che prima dici sì alla Santa Alleanza con Fini e Casini e chissà chi altro per opporti a Berlusconi e dopo qualche giorno, come se niente fosse, annunci che vuoi riformare la Costituzione con il premier".

D'ALEMA NON CI STA
Ma l'ex presidente del Consiglio non intende incassare il copo e risponde a tono:"Possibile che se un poveretto in questo Paese si azzarda a dire che bisogna discutere delle regole gli devono subito dare dell'inciucista? La verità è che è passata l'idea che il maggioritario debba essere una rissa continua. Per D'Alema il discorso è semplice:"la vera discriminante è tra essere uomini politici e non esserlo" e, si deduce, il politico vero sa che "persone che hanno formazioni diverse si possono avvicinare".

INSIEME A CASINI
Ma la riflessione non era del tutto autoelogiativa e, anzi, si riferiva smaccattamente a Pierfedinando Casini; promotore di quella che baffetto di ferro chiama ironicamente (non si sa fino a che punto) "l'indecenza meno indecente". Il leader udc aveva infatti proposto un "si" al legittimo impedimento a patto di veder decadere tutte le proposte sul processo breve avanzate dal governo. Un compromesso da sugellare a naso turato, dunque...un rospo da ingoiare senza pensarci su troppo pur di riuscire finalmente a lanciare il paese lungo la strada delle riforme. Un "inciucio necessario", quindi, è ciò che D'Alema vuol proporre all'interno del partito. Un partito formalmente diviso che, per l'occasione, si aggrappa al saggio silenzio di Pierluigi Bersani per non spaccarsi in via ufficiale.

LA "FOTO" DI BEPPE FIORONI
Ottima istantanea dell"'inciucio" politico  Dalemiano-Casiniano sono di sicuro le dichiarazioni del  responsabile del Welfare, Beppe Fioroni (ex ppi anche lui). "E' chiaro — spiega infatti il parlamentare del Pd — che la spina giustizia fa molto male a Berlusconi e che lui non può certo pensare che siamo noi a levargliela. Questo non ce lo può proprio chiedere. Ciò detto, se lui accetta le nostre proposte in materia di riforme (sia quelle sociali che quelle istituzionali) e se lui rinuncia al presidenzialismo, e fa il legittimo impedimento, noi non glielo votiamo, ma non facciamo l'opposizione con la bomba atomica. Non possiamo continuare a essere ossessionati dal fatto che Di Pietro compete con noi per strapparci tre tifosi: da lui pretendiamo il rispetto dovuto al fatto che siamo il più grande partito di opposizione. E allora, invece di interrogarci su che cosa fa il Pd senza di lui, si interroghi Di Pietro su dove va senza di noi".
Insomma il messaggio appare chiaro in tutta la sua ambiguità: Silvio Berlusconi verrà tutelato fin dove possibile, per evitare di dover perdere altro tempo dietro certi "capricci giudiziari". Se quest'ipotesi di compromesso va bene alla tanto nominata (e tanto determinante) "maggioranza" che tifa ancora per il Premier, che piaccia o no, deve andar bene anche al resto del paese; opposizione compresa.

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di Germano Milite
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