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L'opposizione chiede l'assegnazione con asta a rilanci

Lo Stato pronto a rinunciare a 3 miliardi, niente gara per le frequenze televisive


Lo Stato pronto a rinunciare a 3 miliardi, niente gara per le frequenze televisive
21/08/2011, 10:08

ROMA - In vista della manovra finanziaria - che secondo Il Fatto Quotidiano può ampliarsi fino a raggiungere i 75 miliardi - il governo si appresta a bastonare le tasche del ceto medio e medio basso. Ma contemporaneamente sta per fare l'ennesimo regalo a Mediaset e Rai: sei frequenze Tv nuove di zecca. Di cui cinque per la Tv digitale ed una per la Tv mobile (per intenderci, quella che si può vedere con i cellulari o con i tablet). Data la situazione economica, la cosa più intelligente da fare è metterla all'asta, in modo da ottenere quanti più soldi possibile. Secondo Vincenzo VIta, senatore del Pd, i ricavi sarebbero consistenti: "Le nostre stime dicono che oggi il governo Berlusconi può organizzare un'asta con rilanci per le frequenze televisive che porterà in cassa dai 3 ai 4 miliardi di euro".
Ma non appare essere questa l'intenzione del governo, che finora ha assegnato le frequenze per lo più a Mediaset, raramente a Rai, lasciando in subordine tutti gli altri operatori nazionali e locali. Ci vorrebbe una apposita norma, magari da inserire come emendamento nel decreto legge che il Senato si appresta a discutere.
Ma, viste le tensioni tra Pdl e Lega e l'insoddisfazione di molti parlamentari, è facile immaginare che non ci saranno discussioni utili: appena il provvedimento arriverà in aula al Senato, il governo presenterà il solito maxi-emendamento con la solita fiducia; e buona notte al secchio.

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di Antonio Rispoli
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