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L'odio di Berlusconi per la verità


L'odio di Berlusconi per la verità
29/06/2010, 10:06

Ancora una volta ieri abbiamo assistito ad un attacco del premier italiano Silvio Berlusconi contro i giornali. "Hanno riportato dei resoconti inverosimili sul G20. Disinformano anzichè informare. I lettori dovrebbero fare uno sciopero e smetterla di leggerli", questo è il succo delle sue dichiarazioni. Volendola prendere come una battuta umoristica, si potrebbe rispondere che è da parecchio che i lettori de Il Giornale hanno cominciato a fare lo sciopero da lui auspicato. Ma non c'è niente da ridere. Per due motivi molto seri.
Il primo riguarda il fatto che chi parla non è un individuo qualunque. E' la persona che, direttamente o indirettamente, controlla Mediaset, la Rai e Telecom Italia Media, cioè controlla tutta la Tv a livello nazionale. Inoltre controlla, attraverso altre persone o tramite alleanze, quasi tutta l'nformazione sulla carta stampata. Gli manca Repubblica, Il Fatto Quotidiano e i giornali di partito della sinistra; e comunque può ottenere acquiescenza anche da questi - ma non dal Fatto - perchè non ci impiega molto, volendo, a fare una legge che azzeri gli aiuti economici ai giornali; il che li farebbe chiudere praticamente tutti. Quindi parliamo di una persona che sa usare il potere mediatico, sa quanto conta e sa anche usare il potere politico per mettere le pastoie a chiunque povi a ribellarsi.
Il secondo riguarda il contenuto delle sue affermazioni, che dimostrano per l'ennesima volta a quale grado di paranoia e di squilibrio psicologico è giunto il nostro Presidente del Consiglio. In fondo quali sono queste notizie uscite dal G20 di Toronto? Semplicemente che c'è stato un nulla di fatto; nessuna decisione concreta è stata presa sulla crisi. Tante promesse e tanti impegni, ma tutti molto nebulosi. Possibile che questo abbia fatto andare fuori dai gangheri il premier? In realtà bastava guardare i TG di ieri per notare che quello che gli ha dato fastidio non sono state le notizie sul G20, ma le notizie diffuse ieri via Internet e che trovate questa mattina sui quotidiani: i dati Istat sull'economia italiana. In particolare l'aumento della pressione fiscale e la certificazione che i conti pubblici sono fuori controllo. Due cose che dimostrano la falsità di due capisaldi della propaganda berlusconiana: il "non metteremo le mani nelle tasche degli italiani" e il "abbiamo messo in sicurezza i conti pubblici". Ovvio, per chi sa guardarsi intorno, queste sono menzogne da un pezzo; ma i dati Istat che certificano questa come una menzogna sono devastanti. Questo perchè il Pdl e il governo sono basati sulle menzogne ripetute milioni di volte in tutte le TV, grazie ai giornalisti compiacenti che non fanno domande e non sollevano questioni. Se queste menzogne vengono tolte, è come togliere le travi portanti di un edificio: il rischio è che crolli tutto. E in questo caso si rischia di rivedere immagini come quelle del 1994 davanti all'hotel Rafael di Milano, con il lancio di monetine contro Bettino Craxi. Ma non so se Berlusconi se la caverebbe altrettanto a buon mercato. Le illusioni di Craxi erano ben poca cosa, rispetto a quelle disseminate da Berlusconi.

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di Antonio Rispoli
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