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Non mi imbarco adesso in discussione su ciò che trovo a Roma

Lodo alfano: accolte le richieste di Napolitano


Lodo alfano: accolte le richieste di Napolitano
30/10/2010, 11:10

«Non mi imbarco adesso in una discussione su ciò che trovo a Roma, perché ho l’abitudine di leggere le carte. So che si parla di un emendamento che sarà presentato solo mercoledì», è ciò che ha detto ai giornalisti il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sull'emendamento del lodo Alfano previsto in parlamento per la prossima settimana.

«Certamente in quella lettera al presidente Vizzini si sollevava il problema della diminuzione del ruolo del capo dello Stato e anche della condizione di disagio in cui avrebbe potuto trovarsi di fronte al Parlamento se fosse stata sottoposta una questione di procedibilità nei suoi confronti con un voto a maggioranza semplice del Parlamento. Dal momento che si parla di eliminare la specie dell’autorizzazione e di tornare alla sospensione automatica prevista dalla legge Alfano che io promulgai, è evidente che va in quella direzione l’emendamento, se ci sarà, quando ci sarà» .

Intanto il presidente della Camera Gianfranco Fini, impegnato in un convegno sull’organizzazione della giustizia ed il ruolo del Csm a Bari, punta il dito su quattro “no” del Lodo Alfano.

Intanto Berlusconi da Bruxelles afferma che se non si arriva ad un accordo positivo sul fronte, parlerà chiaro, dalle Aule parlamentari, al popolo italiano, e dirà «senza infingimenti» qual è la situazione della giustizia e della magistratura italiana., definendola come “un macigno sulla nostra democrazia”.



Sono molti i punti oscuri del Lodo Alfano che il presidente Fini non sono di suo gradimento: innanzitutto, non esiste che i Pm vengano messi sotto il controllo dell’esecutivo. Se ciò accadesse,
osserva il presidente della camera, sarebbe un ritorno al fascismo. Poi, è sfavorevole all’ipotesi di escludere la polizia giudiziaria dal diretto controllo del Pm: secondo Fini sarebbe un modo per intaccare la figura del magistrato nel nostro sistema.

Altro punto di disaccordo del leader di Fli è il punto dell’aumento della componente laica del Csm, di conseguenza la rilevanza dei laici nel sistema, «esporrebbe l’organo di autogoverno della magistratura ad una forte dipendenza dal potere politico con grave rischio per l’imparzialità dei giudici». Il quarto ’nò espresso dal presidente della camera riguarda i poteri del ministro della Giustizia: sarebbe «inaccettabile», avverte Fini, attribuire al Ministro della Giustizia i poteri «classici che spettano in esclusiva al Csm».

Prima di qualsiasi riforma, servono maggiori risorse finanziarie. Senza queste, assicura Fini, non si va da nessuna parte.

A questi quattro no espressi da Fini, il presidente della commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli (ex An) commenta il fatto e dichiara: «dice e pensa le stesse cose dell’Anm».

Ad attaccare il premier, invece, ci pensa come al solito Antonio Di Pietro secondo cui Berlusconi farebbe bene a parlare nelle aule di Tribunale «dove si svolgono i suoi processi». Quindi la polemica sul Lodo Alfano continua ad infuriare su tutti e due gli schieramenti politici.

Infine per il Lodo Alfano, si dovrà attendere mercoledì il prossimo quando il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Carlo Vizzini concederà altro tempo per la presentazione dei sub-emendamenti o se deciderà di riprendere subito con le votazioni delle proposte di modifica.


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di Fabio Iacolare
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