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Caserta. Caso Cassandra: atteggiamento equivoco dell'Udc

L'ombra dei "casalesi" sulla campagna di Domenico Zinzi


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L'ombra dei 'casalesi' sulla campagna di Domenico Zinzi
10/03/2010, 11:03

CASERTA - La bufera che si è abbattuta su Domenico Zinzi, candidato per il centrodestra alla presidenza della Provincia di Caserta, sui rapporti tra l’Udc e i Casalesi, non si placa. Anzi, l’esponente dello “scudocrociato” si mostra spesso imbarazzato. Così come il suo entourage. Frasi d’occasione, del tipo: “Fiducia nella magistratura, ma siamo sicuri che Cassandra riuscirà a dimostrare la propria estraneità ai fatti”.
Luigi Cassandra è il candidato alla Provincia nel collegio San Marcellino-Trentola e risulta destinatario di una misura di prevenzione per legami coi camorristi locali. In sostanza, uno dei fedelissimi di Zinzi è indagato per rapporti e frequentazioni col clan dei casalesi.
L’Udc ha tentato in tutti i modi di tenere bassi i toni della polemica. Cassandra si è autosospeso dal partito ed ha annunciato che si farà da parte, ma su quest’ultima promessa non c’è chiarezza. L’autosospensione non serve a niente. Se non a gettare fumo negli occhi agli elettori. Così come non serve a niente se, dopo l’annuncio beffa di ritirarsi dalla competizione, ciò non dovesse accadere. Anzi, si tratterebbe dell’ennesima presa in giro. Dell’ennesimo inquietante episodio in “terra di lavoro” sui rapporti tra politica e camorra a cadere nel dimenticatoio.
In città in pochi ci credono. E lo stesso Domenico Zinzi non ha speso una parola per sgombrare il campo dagli equivoci. Insomma, le ombre e i sospetti sul voto inquinato a Caserta aumentano di giorno in giorno. I rapporti tra la politica ed il famigerato clan dei casalesi sono ancora forti. Il potere dei boss e dei ras locali non può non incidere sull’andamento del voto anche perché si tratta di una delle organizzazioni criminali più “politicizzate” della camorra campana.
Domenico Zinzi dovrebbe rompere il muro di omertà e prendere una posizione concreta e decisa sulla questione Cassandra. Non è possibile limitarsi alle frasi d’occasione. Sono tanti i militanti dell’Udc che chiedono “l’espulsione di un candidato coinvolto in un’indagine per cattive frequentazioni”. In attesa della magistratura e dell’esito dell’attività degli investigatori, Zinzi non può continuare questa campagna elettorale col dubbio che gli esponenti di spicco dei casalesi stiano lavorando per portarlo sulla poltrona di presidente della Provincia. Lo stesso Silvio Berlusconi ha parlato, solo alcune settimane fa, di “liste pulite per la Campania”. Probabilmente la voce del premier non è arrivata a Caserta. Si è fermata a Roma. "E' questo il momento di reagire", il titolo dello spot elettorale radiofonico realizzato da Zinzi. Ma di reagire contro la camorra, senza demagogia ma con atti duri e concreti, nessuno ne ha voglia. Anche perchè basta visitare il sito del candidato presidente. Nella sezione dedicata ai "candidati che sostengono Domenico Zinzi" figura ancora il nome di Luigi Cassandra. Ma non si era ritirato dalla competizione elettorale?
Nelle prossime ore, così come da accordi con lo staff di Domenico Zinzi, il candidato dell’Udc dovrebbe rilasciare sullo sgradevole ed inquietante episodio un’intervista esclusiva a Julienews.





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di Giovanni De Cicco
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