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Lopa: "una proposta della Commissione Europea"


Lopa: 'una proposta della Commissione Europea'
20/04/2011, 16:04

Al fine di limitare ulteriormente i possibili rischi per la sicurezza della catena alimentare, dal 26 marzo l'Unione europea ha deciso, di rafforzare i controlli sulle importazioni di prodotti alimentari e mangimi provenienti da talune regioni del Giappone (Fukushima, Gunma, Ibaraki, Tochigi, Miyagi, Yamagata, Niigata, Nagano, Yamanashi, Saitama, Tokyo and Chiba), dove la produzione potrebbe essere coinvolta dall’incidente della centrale nucleare di Fukushima Daiichi . Cosi è intervenuto il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, Rosario Lopa, partecipando all’incontro con le maestranze della pesca partenopea. Gli Stati membri hanno approvato, durante una riunione del comitato permanente per la catena alimentare e la salute animale (SCoFCAH), una proposta della Commissione di imporre condizioni speciali per l’importazione. Le misure si applicano a tutti i mangimi e gli alimenti originati di o provenienti da le 12 prefetture giapponesi, incluso le quattro più colpite dall'incidente. Tutti i prodotti di tali prefetture devono essere testati prima di lasciare il Giappone e saranno soggetti a controlli casuali nella Ue. I mangimi e prodotti alimentari provenienti dalle restanti 35 prefetture dovranno essere accompagnati da una dichiarazione attestante la prefettura di origine e saranno testati in modo casuale al momento dell'arrivo nella Ue. L'Unione dovrà riesaminare tali misure ogni mese. In particolare, ha spiegato l’esponente dell’Agricoltura, il regolamento approvato stabilisce che ogni partita di alimenti o mangimi proveniente dalle 12 prefetture deve essere accompagnata da una dichiarazione- fornita dalle autorità giapponesi - attestante che il prodotto non contiene i livelli di radionuclidi che superano il massimo livello consentito dalla Ue. I radionuclidi sono elementi radioattivi e il regolamento della Commissione fa espresso riferimento allo iodio-131, cesio 134 e cesio-137. Inoltre, gli importatori sono tenuti a notificare alle autorità nazionali competenti, due giorni prima, l'arrivo di ciascuna partita di prodotti alimentari e mangimi dal Giappone. I mangimi e prodotti alimentari che sono stati raccolti o trattati prima dell’11 marzo non sono coinvolti dalle disposizioni del presente regolamento. Tuttavia, i prodotti provenienti da tutto il territorio del Giappone, devono essere accompagnati da una dichiarazione in cui si afferma chiaramente che essi sono stati raccolti / elaborati prima dell’11 marzo. Per quanto riguarda gli alimenti, ha ribadito Lopa, e i mangimi raccolti/prodotti dopo l’11 marzo, le misure prevedono che: • Al loro arrivo nella Ue, le autorità competenti del Posto d'ispezione frontaliero (Fip) o del Punto di entrata designato (Pde) effettueranno controlli documentali e di identità su tutte le partite di prodotti alimentari e dei mangimi provenienti dal Giappone; • I controlli fisici, comprese le analisi di laboratorio, saranno effettuati su almeno il 10% delle partite di alimenti o mangimi provenienti dalle 12 prefetture sovra menzionate. I controlli fisici saranno effettuati su almeno il 20% delle partite provenienti dalla rimanenti 35 prefetture;• In attesa dei risultati delle prove, i prodotti devono essere tenuti sotto controllo per un periodo massimo di cinque giorni lavorativi. Le spedizioni verranno rilasciate quando l'importatore presenterà, alle autorità doganali, i risultati positivi dei controlli ufficiali di cui sopra; • I prodotti che si trovano a superare i livelli massimi ammissibili non possono essere immessi sul mercato e potranno essere smaltiti in modo sicuro o rimandati in Giappone. Quindi nessuno stop alle importazioni in Italia del pesce pescato in Giappone dall'11 marzo, ma solo misure restrittive e controlli mirati nei laboratori italiani per accertare i livelli di radioattività come indicato dal Ministero della Salute, per contrastare l'emergenza nucleare creatasi dopo il terremoto e lo tsunami giapponese. Le misure restrittive, ha spiegato Lopa, sono relative a prodotti di origine animale, in particolare il pesce pescato e da acquacoltura, e a prodotti di origine vegetale, come salsa di soia, te' verde e alghe. Le restrizioni, comunque, non riguardano i prodotti confezionati prima dell'11 marzo. Ma anche tra i prodotti, ha concluso Lopa, sottoposti a misure restrittive, perché siamo alle prese con una quota molto bassa delle importazioni, siamo sotto sia per il pesce che per i prodotti di origine vegetale, allo 0,1% delle importazioni di categoria, i controlli a campione di prodotti confezionati dopo questa data si stanno effettuando nei laboratori di Foggia e Roma. Si ringrazia gli operatori della comunicazione per la gentile collaborazione

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di Redazione
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