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È bagarre sui manifesti anti pm. La Lega non vuole le urne

L’opposizione guarda al Colle e auspica il voto anticipato

Montezemolo in campo? Calderoli: “Faccia vincere la Ferrari”

L’opposizione guarda al Colle e auspica il voto anticipato
19/04/2011, 11:04

ROMA - Manifesti contro i magistrati o meno, è opinione condivisa dai più che il limite delle esasperazioni, in materia di giustizia, è già stato superato e in abbondanza. Ne è fermamente convinta l’opposizione che, pur condividendo il tardivo allarme del Colle, torna alla carica con l’ipotesi del voto anticipato. Tanto il Pd, quanto il Terzo Polo che l’Idv, infatti, vedono nel ricorso alle urne l’unica e possibile via di uscita al conflitto istituzionale. I manifesti sulle presunte Br nelle Procure offrono in ambienti parlamentari un nuovo terreno di battaglia sulla giustizia: uno scontro, dai toni aspri e accesi, che dura ormai da troppo tempo. Mentre il presidente Napolitano richiama tutti alla calma ed etichetta l’episodio dei manifesti a Milano come “ignobile offesa”, l’opposizione incalza è chiede il voto anticipato: ipotesi che non piace affatto alla Lega, che subito dice no.
A dire la sua e a condividere la possibilità del voto anticipato è anche Italiafutura, l’associazione guidata da Luca Cordero di Montezemolo che vede nel via libera al processo breve l’azzeramento della “residua credibilità della maggioranza e del suo governo”. E proprio a Montezemolo torna a rivolgersi il leader Udc Pier Ferdinando Casini, auspicando una discesa in campo nel ritorno alle urne che il leader centrista ritiene improcrastinabile. Un campo che, però, “per ora non c’è”, risponde da tempo ai suoi interlocutori il presidente della Ferrari. Ma la Lega respinge anche solo l’ipotesi che Montezemolo entri in politica:”Farebbe meglio a preoccuparsi di far vincere la Ferrari”, taglia corto Roberto Calderoli, che lancia anche una stoccata a Casini e all’idea di elezioni anticipate: “Ci riprova ma il suo progetto è morto”, aggiunge il ministro del Carroccio.
Sul voto anticipato come unica via per superare l’impasse del Paese concorda tutta l’opposizione, che considera superata, o difficilmente praticabile, la proposta di un governo di decantazione avanzata da Walter Veltroni e Giuseppe Pisanu. “Al di là dei sondaggi - sostiene Massimo D’Alema commentando rilevazioni che danno il centrosinistra sopra il centrodestra – è del tutto evidente che la permanenza di Berlusconi al governo del Paese è un enorme danno. E che le elezioni sono l’unica via di uscita”. L’opposizione, insomma, guarda alle mosse del Colle. E, a partire dal presidente della Camera e leader di Fli, Gianfranco Fini, e dal segretario Pd, Pierluigi Bersani, si plaude al ruolo di garanzia svolto da Napolitano. Un ruolo che in modo esplicito, ieri, il leader Idv Antonio Di Pietro ha chiesto che diventi attivo sciogliendo le Camere se a giugno passano i referendum.

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di Antonio Formisano
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