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Cicchitto: "Valuteremo se continuare o ricorrere al voto"

Luci rosse ad Arcore. Ipotesi di elezioni anticipate?

Il Pdl gioca la carta del rinvio al Tribunale dei ministri

Luci rosse ad Arcore. Ipotesi di elezioni anticipate?
17/01/2011, 16:01

ROMA - I membri della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Parlamento cominciano a prendere visione degli atti che la Procura di Milano ha mandato alla Camera dei Deputati per chiedere l'autorizzazione a perquisire lo studio del ragionier Spinelli, contabile da una vita di Berlusconi. Una attività che è stata sospesa per l'intervento dell'Avvocato di fiducia del premier, Niccolò Ghedini, con la strana teoria che lo studio è una pertinenza dell'abitazione di Berlusconi e quindi non poteva essere perquisita senza l'autorizzazione della Camera di appartenenza, come prevede la Costituzione.Teoria alquanto zoppicante, dal punto di vista legale; ma dato che la Procura di Milano non cercava lo scontro, non ha sollevato obiezioni.
Dalle carte, per quanto riferito alla stampa da chi le ha viste - ricordiamo che i documenti possono essere visionati ma non fotocopiati - che contengono la conferma di quanto anticipato nei giorni scorsi. Che per esempio alcune delle giovani donne che si prostituivano davanti a Berlusconi, ricevevano in cambio in comodato d'uso gratuito (diciamo in affitto senza pagare l'affitto) alcuni appartamenti situati a Milano 2; appartamenti le cui chiavi erano nella disponibilità di Nicole Minetti, igienista dentale del premier, consigliere regionale della Lombardia e anche lei, in quanto giovane ed avvenente, spesso ospite dei festini erotici a casa del premier. Cosa riscontrata dagli accertamenti della Procura - che hanno scoperto come alle ragazze venissero anche pagate le bollette di acqua, luce e gas - e confermata dalle dichiarazioni di Ruby Rubacuori, la minorenne al centro della vicenda.
E nella richiesta inviata alla Camera, la Procura si mostra del fatto suo, scrivendo: "Un rilevante numero di giovani donne si sono prostituite con Silvio Berlusconi presso le sue residenze, dietro pagamento di corrispettivo in denaro da parte di quest'ultimo". Insomma, l'ennesima smentita alle dichiarazioni di quest'ultimo.

AGGIORNAMENTO ALLE ORE 20:08
 
Intanto è accesa polemica tra i banchi della maggioranza e dell’opposizione. Dai membri della Giunta per le autorizzazioni a procedere arrivano le prime conferme a quanto nei giorni precedenti era stato detto. Ed è subito botta e risposta continuo tra i “sostenitori” del presidente del Consiglio e chi, invece, crede che lo stesso debba farsi processare il prima possibile. Il Pdl, ovviamente, si stringe attorno al premier: sono in tanti, infatti, nel partito a ritenere che Berlusconi non debba presentarsi ai Magistrati. Ministri, deputati e senatori del Popolo della Libertà non risparmiano critiche ai pm di Milano. La titolare dell'Istruzione Mariastella Gelmini ritiene che di fronte a inchieste giudiziarie come quella sul caso Ruby, “ormai non si sorprende più nessuno, perché non sono altro che un ennesimo capitolo di una campagna persecutoria ai danni del presidente del Consiglio e dell'Italia che dura da 15 anni”. L'opposizione, dal canto suo, insiste invece sulla necessità che Berlusconi si rechi dai pm. “Il nostro auspicio è che il presidente del Consiglio chiarisca quanto prima con i Magistrati quel che è accaduto”, ha detto il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa. Berlusconi deve presentarsi in procura e difendersi anche secondo il parere di Alessandro Maran, vicecapogruppo del Pd alla Camera. “I magistrati fanno il loro mestiere, fanno le indagini - afferma infatti Maran - l'opinione pubblica ha il diritto di conoscere la verità, anche con l'eventuale sconfessione dei pm, se dovesse emergere un teorema infondato. Berlusconi dovrebbe invece sbrigarsi a diradare le nebbie, perchè con quest'ambiguità si consuma la credibilità residua delle istituzioni”. Lo scontro, dai toni accesi, si focalizza soprattutto sulla competenza della Giunta: gli avvocati del premier hanno chiarito che ritengono necessario una trasferimento degli atti al tribunale dei ministri. Netta la presa di posizione del ministro della Giustizia, Angelino Alfano: “Tecnicamente, al presidente del Consiglio è stato inviato un invito a comparire e di questo se ne occuperà insieme ai suoi avvocati. Politicamente, le opposizioni hanno considerato l’invito a comparire come un invito a scomparire. Noi diciamo no all’invito a scomparire, perchè su questo si pronunceranno gli elettori nel 2013 e non sarà certamente questa sinistra a deciderlo”. Intanto proprio il caso Ruby “Rubacuori” apre la strada ad un’altra ipotesi. Quella di voto anticipato. “Valuteremo”, ha affermato il capogruppo Pdl Cicchitto, "se ci sono le condizioni per sviluppare l'attività del governo o se si dovrà ricorrere al corpo elettorale per difendere la libertà di tutti". Per Cicchitto sembra "evidente che più che un blitz giudiziario si stia realizzando un blitz militare". Quanto all'allargamento della maggioranza, Cicchito assicura che la vicenda Ruby non sta causando intoppi all'operazione 'allargamento' della maggioranza, dato che sarà costituito tra martedì e mercoledì "il gruppo che rappresenterà la terza gamba della maggioranza".

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di Antonio Rispoli e Antonio Formisano
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