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La mappa delle alleanze trasversali dei post-democristiani

L'Udc perde la bussola e Casini... la faccia


L'Udc perde la bussola e Casini... la faccia
08/01/2010, 13:01

ROMA - Pierfurby è un nomignolo che si è guadagnato da tempo. Pierferdinando Casini questa volta ha superato se stesso. E’ vero che siamo di fronte ad una crisi profonda dei partiti. E’ altrettanto vero che le ideologie non esistono più. Il troppo, però, storpia. Destra e sinistra non sono la stessa cosa. Ed essere di centro non significa poter essere, nello stesso istante, vicino alla destra ed alla sinistra. Insomma, un invertebrato. Un cerebroleso. Un soggetto che non pensa. Che non ha valori. Che non ha una sua intelligenza. Che non ha una ideologia e si mette sul mercato per offrirsi al miglior offerente. O sceglie semplicemente il probabile vincitore. Gli eredi della “balena bianca”, una volta scaricati da Silvio Berlusconi, hanno capito di non essere portati per l’opposizione. Non sono abituati a restare lontani dalle stanze dei bottoni. Il potere ce l’hanno nel loro Dna. E senza gestione, per come fanno politica, non riescono a racimolare voti. Lo dice innanzitutto la storia. La loro storia. Pierfurby sulle alleanze, in vista delle prossime elezioni, ha trasformato la “banderuola dei centristi” in una sorta di “bancarella”. Il mega inciucio italiano che passa inosservato ai tempi d’oggi, dove non c’è più religione ed in politica tutto è ammesso, concesso, giustificabile. Siamo, invece, alla negazione della politica, dei valori, delle ideologie. E’ linfa vitale per l’ ”antipolitica”, i motivi più evidenti e lampanti che giustificano il disgusto dell’opinione pubblica, della “gente normale”, verso politici e rappresentanti delle istituzioni. Verso la politica. Ammesso che si possa ancora chiamare così.
La mappa in Italia degli inciuci dell’Udc fa sorridere. Un sorriso tra il sarcasmo e l’amarezza dovuta al degrado civile e morale in cui è sprofondata la società. L’Italia.
In Piemonte i fedelissimi di Casini sosterranno Mercedes Bresso con Rifondazione comunista, i comunisti italiani ed il Partito democratico. Nel Lazio, invece, come ha annunciato lo stesso leader democristiano, saranno alleati con del Pdl, a sostegno di Renata Polverini.
In Liguria tornano nel centrosinistra con Claudio Burlando. In Calabria, invece, si riscoprono di centrodestra col Pdl e il candidato presidente Giuseppe Scopelliti. In Puglia di nuovo alleati del Pd, se alla fine il partito di Bersani candiderà Francesco Boccia. In Veneto ed in Emilia Romagna l’Udc apprende di essere alternativa ai due poli e schiera in campo i propri uomini, per una corsa solitaria: rispettivamente con i candidati Antonio de Poli e Gian Luca Galletti.
Nelle Marche, ovviamente da aspiranti governatori, non possono non schierarsi col più forte. L’Udc sosterrà il presidente uscente Gian Mario Spacca del Pd. Ma ad una condizione: non vogliono allearsi con la sinistra radicale. Vogliono buttare fuori dall’alleanza Prc e Pdci, i loro alleati in Piemonte.
In Lombardia e Toscana potrà prevalere la scelta fatta per il Veneto e l’Emilia Romagna, ossia correre in alternativa ai due schieramenti principali. Mentre in Basilicata, in Umbria e in Campania si sono messi alla finestra. Vogliono capire che vento tira, quali saranno le coalizioni, chi ha più possibilità di vittoria e dove possono trovare maggiore spazio. Non c’entrano i programmi. Non c’entrano le ideologie. Non c’entrano i valori. Non c’entra la compatibilità politica. Non c’entra il progetto politico nazionale. Non c’entra il progetto politico locale. Non c’entra nulla. Anzi, c’entrano due elementi fondamentali, determinanti. Poltrone e potere. Appunto, il mercato delle vacche. Quello che ieri si presentava come Pierfurby, con la sua faccia da brava persona, moderata e portatrice di valori sani, oggi mostra segni di imbarazzo per giustificare scelte che non si possono spiegare. Questione di faccia. Anche se un furbo che perde la faccia poi non si è rivelato tanto furbo come si pensava…
A proposito, sui cartelloni dell'Udc c'è scritto: "un'idea diversa". Diversa da nessuno. Un'idea che nessuno ha ancora capito qual è.

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di Giovanni De Cicco
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