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Napoli. Numero legale grazie ai 4 del "Campanile"

L'Udeur resta in aula, perde la faccia e salva la Jervolino


L'Udeur resta in aula, perde la faccia e salva la Jervolino
20/04/2010, 16:04

NAPOLI - Il bilancio in Consiglio passerà grazie alla complicità del centrodestra. L’Udeur ed i centristi della coalizione che dovrebbe rappresentare l’alternativa al centrosinistra hanno gettato la maschera: non sono alternativi ai fallimenti dell’amministrazione. Rappresentano la stampella, un’opposizione connivente e consociativa che fa da sfondo ad un contesto pregno di illegalità, collusioni, accordi sotto banco e prebende personali. Svendono la loro dignità politica, se l’hanno mai avuta, e quella di uomini. Salvano il sindaco Jervolino, salvano l’amministrazione di centrosinistra e salvano la loro poltrona. Questa mattina (20 aprile), nella sede di via Verdi, il presidente Leonardo Impegno ha convocato l’Assise per la sessione di bilancio. Una lunga settimana dall’epilogo scontato. Non perché il centrosinistra abbia i numeri per approvare il documento di programmazione economica e finanziaria, ma perché i consiglieri del centrodestra hanno paura di perdere la poltrona e le prebende garantite dall’esecutivo.
All’appello stamattina erano presenti in 29 più il sindaco. Un numero insufficiente per garantire la validità della seduta. A quel punto è scattato il “piano B”, il soccorso delle stampelle. In aula sono rimasti 4 consiglieri comunali dell’Udeur (Monaco, Varriale, Mastranzo e Malvano) e Stefano Palomba dell’Mpa, candidato pure alle Regionali nella lista della “colomba”. Aiutano dai banchi dell’opposizione, in tutti i modi, mettendoci la faccia, il centrosinistra. Sperano che il bilancio passi, altrimenti ci penseranno loro, “franchi tiratori”, ad alzare il braccetto all’ultimo momento per evitare lo scioglimento anticipato del civico consesso.
Nelle fila della maggioranza, invece, è saltata agli occhi l’assenza di Emilio Montemarano, il quale sta studiando la “exit strategy” dal centrosinistra e dal Pd per riposizionarsi nel centrodestra. Non c’è una maggioranza che governa e non ci sono i numeri per sciogliere in anticipo il Consiglio e restituire la parola agli elettori. I consiglieri dell’Udeur hanno giustificato la loro presenza con parole giudicate “puerili” dagli esponenti del Pdl. “Siamo rimasti in aula - spiega Monaco, capogruppo del <Campanile> - non per sostenere il sindaco Jervolino ma per contestare l’arroganza del Pdl che non dà il giusto peso politico agli alleati e pensa di gestire con arroganza l’entrata e l’uscita di tutti i consiglieri”. E’ vero che in politica è possibile giustificare tutto, ma le parole di Monaco non hanno bisogno di commenti. E’ evidente che se la maggioranza di centrosinistra non ha i numeri per approvare il bilancio e garantire il numero legale durante la sessione consiliare, è giusto che salti la seduta, non si approvi l’atto e si arrivi alle elezioni anticipate. Invece no. Fanno finta di litigare con gli alleati e nei momenti topici si tirano sempre indietro. Sulla questione è intervenuto persino il leader nazionale dell’Udeur Clemente Mastella che ha detto: “Bisogna tenere la linea comune tra Pdl, Udc e Udeur. Chi non sta nella linea sta fuori dal partito”. Il messaggio di sfiducia ai quattro consiglieri comunali del “Campanile” è arrivato chiaro e forte nonostante non serva a nulla. Soprattutto non serve a mutare l’indole di consiglieri che se ne fregano di Mastella, dei partiti e degli interessi collettivi. Consiglieri che cambiano partito almeno una volta al mese. Consiglieri che barattano il voto in Consiglio con prebende che arrivano dall’amministrazione. Ecco la brutta copia del centrodestra cittadino. Ecco la classe dirigente che oggi propone l’Udeur. Nonostante Mastella abbia tentato di salvare la faccia. Non ci è riuscito. Resta il risultato: il Consiglio non è saltato perché il “Campanile” posizionato nel centrodestra ed un esponente dell’Mpa, sempre del centrodestra, hanno garantito il numero legale al sindaco ed a ciò che resta di una maggioranza che esiste solo sulla carta. Una maggioranza che ha prodotto solo fallimenti, illegalità ed affari. Una maggioranza che ha delegittimato le istituzioni. Una maggioranza responsabile del decadimento morale, civile, politico e sociale. Una maggioranza di centrosinistra che gode del supporto e della complicità di larghi settori deviati del centrodestra…

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di Giovanni De Cicco
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