Politica / Regione

Commenta Stampa

Potenzialità economiche e turistiche da sfruttare

Luisa Bossa, a favore del rilancio dell'area flegrea


Luisa Bossa, a favore del rilancio dell'area flegrea
22/07/2010, 19:07

"Al Ministro per i beni e le attività culturali- Per sapere - premesso che: i Campi flegrei sono una vasta area geografica a nord di Napoli, conosciuta in tutto il mondo per il suo straordinario patrimonio storico, archeologico, ambientale;
la storia dei Campi flegrei è antichissima; fin dall'antica Roma, questa zona a nord di Napoli, era la meta per i soggiorni di nobili e imperatori, e il suo straordinario scenario naturale ha attivato la suggestione di poeti, narratori, storici, fin dai tempi di Virgilio e Dante; oggi, gran parte di quello splendore, di quella ricchezza, sembra in via di disfacimento. Le vecchie costruzioni romane sono nel degrado, i principali siti culturali e archeologici sono irraggiungibili, o chiusi, o abbandonati; da Pozzuoli a Bacoli e fino a Cuma, anfiteatri, templi, necropoli sono chiusi; risultano negati alle visite, ad esempio, a Pozzuoli, il Rione Terra, lo Stadio Antonino Pio, le necropoli di San Vito e di via Celle, che soffocano tra sterpi e rifiuti; il tempio di Serapide, a Pozzuoli, è nell'abbandono, trasformato in una sorta di palude, sommerso per metà da un pantano d'acqua fetida dove si annidano insetti; l'ingresso è serrato anche al museo archeologico di Baia (con le sale del nuovissimo allestimento), il mausoleo di Fescina a Quarto, all'antica cisterna romana delle Cento Camerelle a Bacoli, all'antica tomba di Agrippina, sempre sulla marina di Bacoli;
altri siti sono aperti sporadicamente, e solo grazie all'opera di volontari. Basti pensare al mausoleo del Fusaro, aperto periodicamente da un'associazione di volontari, e alla Piscina mirabilis di Bacoli, la più grande cisterna mai costruita dai Romani, che viene addirittura aperta, su richiesta, da una signora dirimpettaia, che ha le chiavi; non sono mancati in questi anni i progetti di rilancio e gli investimenti. È stata creata «Campi ardenti», una società gestita dalla Scabec regionale, che ha dato vita a numerosi interventi. Tra questi, il restauro dello stadio Antonino Pio a Pozzuoli, quello che ha ospitato le prime gare olimpiche della storia. Con otto milioni di euro di investimento, il recupero dello stadio fece gridare al miracolo gli esperti perché riemergeva dopo duemila anni di vita «sotterranea», praticamente ricoperto da quintali di terra ed erbacce. Ora, in quel capolavoro dell'architettura romana i rovi sono tornati. Ricoprono quasi per intero le mura restaurate; stessa storia per il museo archeologico nel castello di Baia, uno tra i più grandi repertori artistici in 45 sale dedicate ai Campi flegrei. Inaugurato l'anno scorso, è stato accessibile per qualche weekend ma resta chiuso per mancanza di custodi -:
se il Governo intenda assumere un'iniziativa sullo stato di degrado generale dei siti archeologici, culturali e naturali dei Campi flegrei, degrado che mortifica un patrimonio straordinario agli occhi dei turisti di tutto il mondo;
se il Governo intenda lavorare, in sinergia con la regione Campania e con gli agenti culturali del territorio, ad una strategia organica e generale di rilancio e riqualificazione dei Campi flegrei, che non è solo una esigenza legata a cultura e memoria, ma anche alle enormi potenzialità economiche legate alle potenzialità turistiche dell'area".
Questa l'interrogazione parlamentare dell'Onorevole Luisa  Bossa del Pd, che sottolinea la necessità di un cambiamento per i trascurati Campi Ardenti.

Commenta Stampa
di Tiziana Casciaro
Riproduzione riservata ©