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Si tratta di nomi praticamente sconosciuti

M5S: dal nulla spuntano sette avversari per Di Maio candidato premier


M5S: dal nulla spuntano sette avversari per Di Maio candidato premier
19/09/2017, 09:18

Ieri pomeriggio, dal blog di Beppe Grillo sono usciti i nomi di sette candidati alternativi a Luigi Di Maio come candidato premier. Si tratta di nomi completamente sconosciuti: l'ex consigliere comunale di Monza Gianmarco Novi, il candidato sindaco di Riccione Vincenzo Cicchetti, l'ex consigliere comunale di Figline Valdarno Andrea Davide Frallicciardi, l'ex consigliere circoscrizionale di Verona Domenico Ispirato, l'ex candidato sindaco di Vignola Nadia Piseddu e Marco Zordan, di Arzignano, in provincia di Vicenza. L'unico nome a malapena conosciuto è quello della senatrice di Elena Fattori, che solo 24 ore prima aveva fatto gli auguri a Di Maio per la sua candidatura (segno evidente che non si era ancora candidata). 

Su Facebook poi è stato scritto un post sulla pagina del Movimento 5 Stelle: "I giornali volevano delle primarie fiction, noi gli abbiamo dato la realtà!.. Per i giornali ogni scusa è buona per parlare male del M5S e in queste ore discettano sulla qualità del voto per la candidatura a premier del M5S. Candidarsi alla guida del Paese è una grande, enorme responsabilità e tanto di cappello per chiunque ha deciso di mettersi in gioco. Il più grande in bocca al lupo di tutto il M5S. Tutti sanno come funzionano certe primarie, ad esempio quelle del Pd: c'è un candidato sostenuto dal partito e gli altri pescati dentro (per simulare un vero e proprio match), ai quali viene garantita una quota specifica di voti, giusto perchè perdano con dignità riuscendo a restare capi della loro piccola corrente. Le primarie del Pd servono a pesarsi e poi a riposizionarsi dentro al partito e nelle correnti. È una fiction, ma contenti loro. Da noi questo non esiste, nessuno deve pesarsi, nessuno deve spartirsi quote di potere". Certo, se anzichè insultare gli altri, pensassero allo schifo che hanno in casa loro, non sarebbe male. Andiamo, chi può chiamare democrazia questa buffonata?

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di Antonio Rispoli
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