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Grillo apre a Bersani e tenta un accordo

M5S: Gabanelli per il Colle, ma al Pd piace Rodotà

I democrat dicono no alla giornalista, ma intanto riflettono

M5S: Gabanelli per il Colle, ma al Pd piace Rodotà
16/04/2013, 19:59

ROMA – Come già anticipato con un pezzo da Julinews.it dalle Quirinarie arriva il nome del candidato ufficiale del M5S come nuovo presidente della Repubblica: è Milena Gabanelli. Celebre giornalista televisiva, espressione della società civile, personaggio lontano dal mondo dei partiti ma, soprattutto, è una delle due carte che Grillo gioca per tentare il Pd: un appoggio alla Gabanelli per il Quirinale in cambio di un'ipotesi di aiuto per il governo. Una proposta indecente che il Pd rinvia al mittente ma pur sempre il segno che, dopo tanto ostruzionismo, il M5S è pronto a trattare con i partiti. «Potrebbe essere un inizio, Bersani ci pensi - spiega Grillo - Provi a votarla, poi vedremo se sarà possibile trovare una convergenza» per palazzo Chigi. In realtà, la Gabanelli appare una foglia di fico del M5S per nascondere il vero candidato del Movimento: Stefano Rodotà. «La Gabanelli è una mossa vincente - ammette Grillo - ma Rodotà è perfetto e deve essere votato: è un altro nome spendibile benissimo dalla sinistra». La reale offerta di Grillo al Pd è questa. Far convergere dalla quarta votazione i voti del Movimento sull'ex presidente dell'Authority per la privacy. D'altronde, il leader stellato conferma che per le prime tre votazioni il voto dei suoi parlamentari convergerà sul vincitore delle Quirinarie anche se ammette che dalla quarta in poi «si vedrà cosa scelgono gli altri». Insomma, dalla quarta votazione si potrà trattare. E la conferma arriva anche dagli stessi deputati e senatori del M5S che si riuniscono in tarda serata a Montecitorio per «analizzare il voto delle Quirinarie». I parlamentari grillini ribadiscono il mantra «votiamo il nostro candidato fino in fondo», poi sottolineano con soddisfazione che «Rodotà può davvero mettere in difficoltà il Pd» e che dal quarto voto si riuniranno per «verificare quel che è successo». Il nome di Rodotà, infatti, è il terzo della lista dei più votati alle quirinarie e tornerebbe in gioco anche nel caso che la Gabanelli e Gino Strada (il secondo dell'elenco) rinunciassero alla propria candidatura. E il fatto che Grillo abbia alluso a Rodotà facilita un passo indietro della Gabanelli. Si tratta, comunque, di attendere due giorni per capire le reali intenzioni del M5S e la risposta del Pd. L'unica certezza è rappresentata dal fatto che il Movimento Cinque Stelle è sceso in politica per la prima volta da quanto è entrato nel palazzo. Un cambio di rotta evidente. La strategia dei duri e puri, portata avanti finora da Beppe Grillo e dai parlamentari stellati, lascia spazio alla trattativa. Si discute sul nome del candidato per il ruolo di nuovo capo dello Stato e si allarga la discussione a Palazzo Chigi. Certo, Grillo pone dei paletti («rimborsi elettorali», legge sulla «corruzione») ma per la prima volta usa la parola «convergenza». E si rivolge esclusivamente al Pd che, prudentemente, studia l'avversario e non commenta. Anche perché, tra un'offerta e l'altra, Grillo continua ad attaccare i democratici chiedendo l'istituzione di una commissione d'inchiesta sul Mps. Intanto, l'incontro previsto proprio tra i capigruppo di Camera e Senato del M5S e quelli del Pd è stato rinviato a domani, dopo la riunione di oggi dei parlamentari stellati e, probabilmente, in attesa che il Pd proponga una propria lista su cui, per l'appunto, convergere.

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di Valerio Esca
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