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Leader ribadisce il suo no alle alleanze

M5S, Grillo: “Se neoeletti votano fiducia mi ritiro”


M5S, Grillo: “Se neoeletti votano fiducia mi ritiro”
10/03/2013, 21:35

 “Qualora ci fosse un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l'Italia, serenamente, mi ritirerò dalla politica”. È quanto scritto dal leader del Movimento 5 Stelle sul suo profilo Twitter, ribadendo la sua contrarietà a qualsiasi appoggio a un governo democratico. E chiarisce una volta per tutte: “Non ci sarà alcun referendum su un'ipotetica alleanza con il Pd”.
Dello stesso parere anche i neoeletti capogruppo M5S al Senato Vito Crimi e la neoeletta per la Camera Roberta Lombardi. Sembra quindi non trovare accoglimento l’appello lanciato da intellettuali, personaggi dello spettacolo e della società civile affinché si arrivi alla formazione di un governo.
“Al presidente Napolitano chiederemo un governo del M5S”, ha dichiarato il capogruppo al Senato, Vito Crimi. “Non abbiamo deciso ancora il nome del nostro premier perché, per noi, l'importante è lavorare sui 20 punti del nostro programma: se Napolitano dovesse accogliere la nostra proposta, noi saremo pronti a comunicare il nome”.”Non ci sono e non ci sono mai stati margini per alleanze con i partiti, non faremo la stampella di nessuno”, ha ribadito Lombardi.
“I partiti - scrive Grillo - cercano di addossare al M5S la responsabilità dello sfascio del Paese dopo aver inciuciato per 20 anni e sorretto insieme il governo di Rigor Mortis alla luce del sole. In campagna elettorale il nostro slogan è stato 'Mandiamoli tutti a casa!' e per questo il M5S è stato votato da più di 8 milioni di italiani. Nel 'Non Statuto' e negli impegni sottoscritti dai neo parlamentari del M5S sono esclusi in modo categorico accordi con i partiti. Per quanto mi riguarda non ci sarà alcun referendum interno per chiedere l'appoggio al pdmenoelle o a un governo pseudo tecnico. Se in futuro fossi smentito da un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l'Italia, allora, pacatamente, serenamente, mi ritirerò dalla politica”.
Solo poche ore prima le affermazioni del leader del M5S, il parlamentare Ivan Catalano eletto in Lombardia, aveva invece detto: “Un governo va fatto, sennò non va avanti il Paese. Qualcuno prenderà la decisione di farlo e lo si farà. C'è tempo per discutere. È inutile fare pressioni, aumentare la tensione non serve a nulla”. Quindi alla domanda se il movimento farà solo opposizione aveva dichiarato: “Noi manterremo la nostra linea. Nessuno ha la palla di cristallo”. Catalano, inoltre, ha parlato anche dell’ipotesi di un referendum tra gli attivisti sull'alleanza con Bersani, dichiarando: “Su questa cosa il movimento è in fermento da giorni. Si può fare tutto, non ci sono vincoli”. Oggi i neoletti del M5S sono stati in assemblea a Villa Eur.
Crimi, inoltre, tramite un post pubblicato su Facebook fa sapere che è stato contattato dagli esponenti di rilievo del Pd “per anticipare che lunedì terranno riunione congiunta dei gruppi da cui proporranno i loro nomi per le Presidenze e nei successivi giorni incontreranno i gruppi per comunicarlo e confrontarsi”. Crimi fa riferimento alla riunione dei gruppi parlamentari del Pd convocata per domani, intorno alle 14.30, al Capranica. All'incontro parteciperà anche il segretario e candidato premier del centrosinistra, Pier Luigi Bersani. In quell'occasione, probabilmente, verrà affidato l'incarico a due o più esponenti del partito di incontrare gli altri gruppi parlamentari, sia in relazione alle prossime scadenze istituzionali sia in relazione al tentativo di formazione del nuovo governo.
Intanto, Susanna Camusso dichiara di essere favorevole ad un Governo con il M5S  “perché c'è bisogno di risposte. Penso che il voto abbia detto che c'è un partito che ha preso il maggior numero di voti e un secondo partito che è M5S e quella è la volontà degli elettori”. Lo ha dichiarato durante il programma "In mezz'ora" di Lucia Annunziata. “Penso che gli italiani abbiano detto di no” ad un governissimo, e se fallisse il tentativo di Bersani “bisognerebbe continuare a moltiplicare le ipotesi per una soluzione che sia la più rispettosa del risultato del voto”, ha affermato infine la Camusso.

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di Erika Noschese
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