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M5S Napoli: "Conflitto di interessi all'ombra di Palazzo San Giacomo"


M5S Napoli: 'Conflitto di interessi all'ombra di Palazzo San Giacomo'
19/03/2013, 10:33

Le notizie di stampa relative alla conduzione dell'assessorato all'Urbanistica del comune di Napoli, guidato da Luigi De Falco, se confermate, configurano un evidente conflitto di interessi per lo stesso assessore De Falco. Nell'articolo apparso sabato 16 marzo su Repubblica Napoli, "De Falco fa licenziare il capo staff", si fa menzione della nomina a dirigente dei servizi urbanistici del Comune di Napoli di Valeria Santurelli, già legata a De Falco da comuni interessi professionali. Sarebbe stata la stessa Santurelli, mentre era ancora dirigente a palazzo San Giacomo (incarico poi lasciato) ad autorizzare progetti di edifici firmati da De Falco prima di diventare assessore. Certo, si tratta di notizie non nuove, che tuttavia gettano un'ombra sulla dedizione esclusiva di De Falco al bene pubblico, che se non per motivi penali almeno per ragioni di opportunità politica avrebbero dovuto consigliargli di non accettare l'incarico di assessore, e ora di lasciarlo. A ciò si aggiunge la scarsa propensione dell'assessore De Falco al confronto, che pare essere una delle cause dei dissidi che ora portano all'allontanamento del suo capo staff, Riccardo Festa, dall'assessorato. In particolare l'articolo fa menzione delle vicende riguardanti le Vele e la proposta di un nuovo stadio a Ponticelli.

Desta inoltre una certa preoccupazione l'attribuzione di un incarico per la ridefinizione del lungomare affidato a Carmine Piscopo, dell'Università di Napoli, in seguito divenuto il nuovo assessore ai beni comuni del Comune. Inutile sottolineare che la questione del lungomare, soprattutto a seguito della recente riapertura per il crollo della Riviera di Chiaia, debba essere ampiamente dibattuta con i cittadini. E non vorremmo che si ripeta la vecchia storia di incarichi e progetti prima affidati a professionisti e poi approvati sotto l'egida degli stessi professionisti divenuti assessori. I cittadini non hanno più la minima intenzione di stare a guardare.

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di Redazione
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