Politica / Politica

Commenta Stampa

M5S Napoli su Tpl e nuova holding mobilità

Incontro con Assessore Bilancio ed ex Assessore Mobilità

M5S Napoli su Tpl e nuova holding mobilità
12/07/2013, 14:51

NAPOLI - “Noi dovevamo per primi dare l'esempio, non potevamo ancora essere frammentati in più società di trasporto pubblico. Abbiamo il dovere di farci trovare pronti, da un punto di vista societario, al momento in cui vi sarà un nuovo affidamento del servizio da parte della Regione, oppure un nuovo ridisegno del settore nell’ambito della Città Metropolitana, e si dovrà decidere chi e come otterrà la gestione del TPL a Napoli".


Questo, per sommi capi, l'intervento conclusivo dell'ex assessore Donati alla presentazione del Business Plan della NewCo della Mobilità del Comune di Napoli. Ma cosa significa nella realtà e nella pratica questo processo di formazione di una Holding per tutte le "controllate" del comune e alla nascita di un'unica società operativa nel settore della mobilità?

E' certamente, anzitutto, un’operazione finanziaria che potrebbe consentire il risanamento grazie ad un riequilibrio dei bilanci e alla sinergia delle fusioni. Ma va chiarita l'ulteriore dichiarazione di voler cedere il 40% di questa futura holding ai privati. Quando parliamo di trasporto pubblico, non stiamo forse parlando di "bene comune"? Speriamo che il neo assessore al bilancio ascolti in merito almeno la proposta della commissione consiliare competente di puntare ad una "public company" con azionariato diffuso o almeno al mantenimento di una "golden share" da parte del Comune.

Tutto questo ci riguarda come cittadini interessati all’uso trasparente delle tasse che paghiamo, ma non risolve di per sé le problematiche che viviamo come utenti del trasporto pubblico. A ciò era destinata la seconda parte della presentazione del Business Plan, quella in cui si è provato a descrivere il Servizio integrato di mobilità, che è risultata piena di lacune e diverse omissioni.

Viene ad esempio evidenziato un parco mezzi di oltre 600 bus, ma sappiamo tutti benissimo che ne circolano nemmeno la metà per mancanza di manutenzione o per polizze assicurative scadute. Né si fa cenno ad una vera mobilità sostenibile, al car o bike sharing; di vere piste ciclabili neanche a parlarne. Non sono previsti interventi di micromobilità interna ai quartieri (scale mobili, ascensori, ecc).

C'è un ridisegno della rete su gomma ed una promessa di acquisto di 10 nuovi treni della metro linea 1 (sempre ammesso che si riesca poi a pagarli), ma ciò non è affatto sufficiente a fare di Napoli una città nell’avanguardia dei trasporti. Come si fa a parlare di sistema integrato quando ci troviamo di fronte all'incomunicabilità, anzi alla litigiosità tra le istituzioni locali? Come si fa a ridisegnare efficacemente una mappa dei trasporti cittadini quando molte delle tratte metropolitane su ferro sono gestite direttamente dalla Regione?

Resta la speranza che l'annunciato "tavolo" aperto ufficialmente sul tema tra Regione, Provincia e Comune produca dei risultati. Questa è la cosa che più ci interessa e che vogliamo seguire con attenzione. Solo un tale strumento di confronto può essere un valido contenitore per affrontare il dettaglio di problemi e soluzioni.

Il MoVimento 5 Stelle intanto partirà da settembre a Napoli, con una serie di consultazioni con i cittadini, quartiere per quartiere, per stilare un documento propositivo sul tema della mobilità sostenibile in città, aspettando comunque che ci sia la possibilità di estendere il discorso a tutta l'area metropolitana, unico vero bacino d'utenza del TPL.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©