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Un commento al discorso di fine anno

Ma Napolitano vive su questa Terra?


Ma Napolitano vive su questa Terra?
01/01/2012, 12:01

Ascoltando il discorso che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha tenuto, come è prassi, il 31 dicembre alle 20,30 in diretta Tv, c'era da chiedersi dove viva abitualmente Napolitano. E soprattutto se abbia una seppur vaga idea di cosa sia l'Italia.
Domande non peregrine, se si fa mente locale alle parole pronunciate. Richiamare la storia dei 150 anni italiani o il fatto che finora, quando siamo stati in difficoltà, ce la siamo sempre cavata, appare una sorta di grido d'allarme. Insomma un: "Si salvi chi può, se ne ha la forza". E anche quando ha detto che è necessario "rinunciare alle aspettative" - intendendo con questa espressione il fatto che i cittadini devono accettare di veder colpiti i propri diritti relativi alle pensioni - c'è da chiedersi dove viva. Certo, per lui non è un problema: sono oltre 50 anni che fa il parlamentare, ha incassato soldi pubblici in quantità industriale. Inoltre prende il vitalizio da Presidente della Repubblica (si chiama così, non stipendio). E finito questo settennato, diventerà senatore a vita, quindi tornerà a prendere lo stipendio da parlamentare. Che ne sa lui che cosa significa per un operaio sapere che non potrà andare in pensione ancora per svariati anni, quando ormai è ad un passo?
Per non parlare poi del suo capolavoro, quando ha detto che la pressione speculativa internazionale colpisce l'Italia perchè vuole colpire l'Europa; e quindi la risposta non può che essere europea. E' la stessa linea che ha adottato il governo Berlusconi nelle sue dichiarazioni negli ultimi mesi del loro mandato (per completare il discorso "alla Berlusconi" doveva aggiungere che la BCE deve diventare "prestatrice di ultima istanza", ma si vede che se l'è dimenticato) ed è una argomentazione risibile, se non peggio. Infatti, se la speculazione colpisce l'Italia è proprio perchè l'Italia è il punto debole dell'Europa, ora. Certo, non è l'unico Paese in difficoltà. La Spagna, il Portogallo e l'Irlanda sono comunque in difficoltà; persino la Francia è considerata a rischio, per certi aspetti. Ma tutti questi Paesi hanno adottato o stanno per adottare misure che sono considerate ottimali. La Spagna, per esempio - che spesso è stata portata a confronto con l'Italia, per il suo spread rispetto ai bund tedeschi che a settembre era superiore a quello italiano - adesso è considerata più affidabile dell'Italia. Questo perchè sono andati ad elezioni e hanno sostituito uno Zapatero considerato non più affidabile con un nuovo Primo Ministro (Mariano Royos) che ha già presentato la sua ricetta. Una ricetta di quellche ai mercati piacciono tanto: taglio del welfare per 16 miliardi, un po' di tasse sui redditi medi e medio bassi e molti soldi regalati alle imprese "per assumere". Il premier italiano Mario Monti invece non è riuscito a fare neanche questo, cioè a convincere i mercati che regalava una marea di soldi ai più ricchi. Per questo lo spread spagnolo attualmente è poco sopra i 300, mentre quello italiano supera i 500 punti. E poichè il nostro debito pubblico è molto più alto di quello spagnolo, la cosa è molto preoccupante.
Invece non una parola sui veri problemi dell'Italia. Per esempio sugli sprechi della casta, argomento che non è mai stato neanche sfiorato dal Presidente della Repubblica. Evidentemente per lui spendere 20 miliardi l'anno per acquisto e manutenzione di 650 mila auto blu è assolutamente normale. Comprese ovviamente le 19 Maserati da 200 mila euro l'una che l'ex Ministro della Difesa Ignazio La Russa ha acquistato per i vertici dell'Aeronautica militare italiana. Naturalmente sempre restando in attesa di qualcuno che spieghi quali pericoli corrano i suddetti vertici dell'aeronautica da aver bisogno di auto di lusso a spese dello Stato. La loro automobile non ce l'hanno? Visto che non guadagnano certo 100 euro al mese, se la possono anche comprare di tasca loro la macchina di lusso.
In realtà, il vero problema è proprio quest'ultimo. Il fatto che lo Stato è considerato come una vacca da mungere fino all'ultima goccia per riempirsi le tasche o, per lo meno, per vivere una vita lussuosa senza usare i propri soldi. Infatti, al di là di qualche frase di circostanza, l'unica misura che ha scatenato reazioni negative in Parlamento è stata la proposta di tagliare i loro vitalizi. E' stata l'unica misura che ha ottenuto tanto. Invece tutto il resto è passato senza problemi: tasse, aumenti dell'accisa sulla benzina, massacro delle pensioni, depauperamento dei salari... nessuno ha protestato veramente, a parte la Lega (che però ha il secondo fine di riguadagnare l'elettorato perduto con la sua azione di "sgoverno") e l'Idv. Sul taglio dei vitalizi invece si è alzato un muro di proteste, alcune delle quali veramente divertenti, se si considera la fonte da cui provengono. Come per esempio Alessandra Mussolini (anche lei in Parlamento da decenni) secondo cui ridurre i vitalizi è come mandare i parlamentari nudi per strada. E lei ha una vasta esperienza di nudi, come si vede girando su Internet. Oppure come Pisani, sempore del Pdl, secondo cui lo stipendio e il vitalizio non possono essere toccati, perchè lui ha moglie e quattro figli da mantenere. Come se questo non capitasse anche all'operaio che però non guadagna i 20 mila euro al mese di Pisani, ma solo 1000.
E lo stesso accade per Napolitano, che non ha mai pensato di rinunciare al lusso di cui si circonda, riducendo le spese del Quirinale del 50%, per esempio. Qualche riduzione c'è stata, ma parliamo di pochissimo, forse il 10% negli ultimi tre anni. Purtroppo è inutile negare che fa comodo avere tutte le comodità. Ma almeno ci risparmiassero i sermoni sul "fare sacrifici per il bene del Paese", quando l'unico sacrificio che queste persone concepiscono è abbassarsi per allacciarsi le scarpe da soli. Forse

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di Antonio Rispoli
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