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“Sugli stipendi dei manager andremo fino in fondo”

Mafia e voto di scambio, Renzi: “Presto legge più efficace”


Mafia e voto di scambio, Renzi: “Presto legge più efficace”
26/03/2014, 18:13

COSENZA -  ''In Parlamento stanno valutando e discutendo per trovare la formula migliore, spero in una legge che sarà approvata il più velocemente possibile''. Parla così il premier Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Scalea, in Calabria e trasmessa su SkyTg24. Il premier durante la conferenza ha parlato delle polemiche sul provvedimento di legge contro il voto di scambio politico-mafioso, all'esame in terza lettura alla Camera. Il premier spera che si trovi l'accordo su “una norma più efficace”, ma auspica anche che arrivi il momento in cui “i partiti, tutti i partiti, saranno in grado di utilizzare questi temi non come temi di scontro”.

A Scalea Renzi ha incontrato gli studenti e gli amministratori pubblici, commentando in loro presenza le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ha posto l’attenzione sulla necessità di far tagli razionali alla spesa pubblica. ''E' un principio sacrosanto, condivido totalmente'', ha infatti dichiarato il presidente del Consiglio.

E sul provvedimento che vede tagli alle province e sul quale il Senato deve votare la fiducia, Renzi ha detto: “Noi sappiamo che ci sono tante amministrazioni provinciali che fanno bene il proprio lavoro, ma è arrivato il momento di dare un messaggio chiaro e netto”. E' il momento di “tornare a dare una speranza al Paese”, ha affermato ancora Renzi sottolineando che “la riduzione dei costi, e aggiungo dei posti, della politica è la premessa per la restituzione dei soldi nelle buste paga dei cittadini”.

“A Gratteri ho detto che le riforme di cui abbiamo parlato diventeranno presto realtà”, ha detto ancora il premier da Scalea dove ha preso parte anche ad una manifestazione sulla legalità.  “La mafia si combatte con un esercito di maestri”, dice Renzi, citando lo scrittore siciliano Gesualdo Bufalino.

“Io ho detto una cosa molto chiara: se il Senato non viene superato e si finisce col bicameralismo, smetto di fare il politico. Sono io il primo a rischiare, ma smettete di pensare che la salvezza venga da fuori”, ha dichiarato ancora Renzi confermando il suo impegno nel portare avanti le riforme, invitando poi i cittadini ad avere fiducia nel governo: “Fate la cosa più assurda che vi sembra di fare, tornate ad avere speranza”.

Nel corso del suo intervento alla manifestazione sulla legalità, Renzi ha evidenziato i 4 punti fondamentali da cui ripartire: “I fondi europei sono stati spesi male, prendiamo l'impegno a ripartire da noi''. ''Noi - prosegue ancora il presidente del Consiglio- abbiamo tirato fuori dai cassetti dei ministeri 3 mld e mezzo di euro, che investiremo nell'edilizia scolastica perché i nostri studenti e gli insegnanti devono studiare in un ambiente sicuro”. Altro intervento che vedrà la firma di Renzi  dedicato all’ambiente con “1 mld e mezzo di euro pronto per la tutela del territorio. Troppo spesso - aggiunge - c'è gente che va a piangere i morti per le frane”.  E infine dice: “sentiamo il bisogno, il dovere, la necessità di dire che la politica non può farla solo qualche mostro sacro a Roma ma chiedo un impegno a tutti voi”.

Come facilmente prevedibile non sono mancate le protesta dei lavoratori precari della scuola che volevano incontrare Renzi. “Grazie alla spending review, dal 31 marzo io e la mia famiglia non avremo futuro”, si leggeva su uno dei cartelloni esposti.

Proteste anche da parte degli imprenditori calabresi che si sono occupati della costruzione della caserma dei carabinieri a Cetraro, sull'alto Tirreno cosentino. Gli imprenditori hanno consegnato una lettera a Renzi, pregandolo di intervenire sulla questione. “Lo stato ci ha abbandonati”, hanno detto gli imprenditori calabresi che lamentano la mancata consegna della struttura nonostante “un enorme esborso di capitali, dopo aver contratto mutui presso gli istituti di credito, garantiti nell'avere come controparte un committente sicuro, lo Stato, ci siamo visti negato l'impegno preso”.

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di Erika Noschese
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