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Due le richieste di archiviazione a cui è stato detto “no”

Mafia: rinviato a giudizio il senatore Pdl Antonio D’Alì

È imputato per concorso esterno in associazione mafiosa

Mafia: rinviato a giudizio il senatore Pdl Antonio D’Alì
25/10/2011, 10:10

PALERMO – Dopo aver detto “no” a due richieste di archiviazione, la Procura di Palermo cambia idea nei confronti del senatore Antonio D’Alì e decide di rinviarlo a giudizio. Ora il politico trapanese, eletto in Senato tra i banchi del Pdl, è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. “Sono una persona onesta e perbene. Non avrei mai immaginato che a stabilire ciò dovrà essere il giudizio di un Tribunale, oltre a quello dei cittadini, che mi conforta, da sempre e con diverse espressioni manifestatemi. Ma va bene anche così” è stata la prima reazione del diretto interessato sulla decisione presa.
Sul suo capo restano diversi sospetti. Per ben due volte la Procura, che ha iscritto il senatore nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa, ha chiesto al gip di archiviare l’indagine. Non c’erano prove sufficienti a imbastire un processo secondo la tesi sostenuta, ma il gip non è stato d’accordo e ha imposto agli inquirenti di fare nuove indagini. Un’indicazione che ha portato i pm Paolo Guido e Andrea Tarondo a tornare sui loro passi e a chiedere il rinvio a giudizio.
La parola ora passa al gip che dovrà valutare il materiale raccolto dagli inquirenti: dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, come Francesco Geraci che racconta di una falsa compravendita di terreni orchestrata da D’Alì e dalla famiglia mafiosa di Castelvetrano. Poi ci sono le rivelazioni di un ex imprenditore, Nino Birrittella, vicino al capomafia Ciccio Pace. È stato lui a parlare del sostegno elettorale che le cosche trapanesi avrebbero garantito a D’Alì alle politiche del 2001. Il nome del senatore compare poi nell’inchiesta sui lavori per oltre 100 milioni di euro realizzati nel porto di Trapani per le gare della Coppa America del 2005. La mafia sarebbe riuscita a infiltrarsi nel business grazie a D’Alì e avrebbe saputo prima chi si sarebbe accaparrato i lavori. Contro il politico trapanese, per anni sottosegretario all’Interno, c’è anche l’ex prefetto della città Fulvio Sodano, convinto che dietro al suo trasferimento ad Agrigento ci sarebbe proprio il potente D’Alì.

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di Antonio Formisano
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