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E sulle elezioni anticipate: "Decide solo il Quirinale"

Mafia-Stato: il Colle presenta ricorso su conflitto d'attribuzione

Al centro della disputa le intercettazioni con Mancino

Mafia-Stato: il Colle presenta ricorso su conflitto d'attribuzione
30/07/2012, 19:25

ROMA - Che quelle intercettazioni telefoniche non fossero state di suo gradimento era stato detto a chiare lettere. Ma oggi il presidente della Repubblica, per il quale le suddette intercettazioni rappresentano una violazione delle prerogative del capo dello Stato, ha deciso di fare di più, formalizzando quanto da lui stesso annunciato lo scorso 16 luglio. Il Quirinale, infatti, ha depositato alla Corte Costituzionale il ricorso con il quale solleva il conflitto di attribuzione contro la Procura di Palermo, i cui pm sono incolpati proprio di aver fatto venire alla luce quelle ormai famose intercettazioni. A darne l’annuncio è l’Avvocatura generale dello Stato. 

Il caso è quello dell’inchiesta sulla presunta trattativa tra Stato e mafia negli anni ’90, sulla quale la Procura palermitana sta indagando. Quella intercettata, e non gradita al Colle, è una conversazione telefonica tra l’ex ministro Nicola Mancino e il capo dello Stato Giorgio Napolitano: l’intercettazione che riguarda Napolitano, quindi, è indiretta, perché l’utenza sotto controllo era quella di Mancino, che nell’inchiesta è indagato per falsa testimonianza. Il contenuto dell’intercettazione non è mai stato reso pubblico, ma la notizia è filtrata. I magistrati hanno affermato che quella conversazione è irrilevante ai fini dell’inchiesta, ma non ne hanno disposto la distruzione. 

Il Colle, dal canto suo, ritiene che tala decisione della Procura di Palermo leda le prerogative che la Costituzione attribuisce al capo dello Stato: il riferimento va in particolare all’articolo 90 della Carta Costituzionale, che stabilisce, tra le altre cose, che “il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione”. Dopo questo passaggio formale, ora la parola passa alla Consulta, che dovrà in prima battuta decidere se il ricorso presentato dall’Avvocatura dello Stato è ammissibile o meno.


…E S UL VOTO ANTICIPATO TAGLIA CORTO: DECIDO IO

La settimana politica si apre senza alcuna intesa sulla legge elettorale. E il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lancia un nuovo appello ai partiti: “Chiedo una intesa rapida”. E ricorda: “Il voto anticipato è una prerogativa del Colle”. È con queste parole che l’inquilino del Colle mette paletti all’ipotesi, in gran parte riportata dalla stampa, di possibile anticipazione delle elezioni politiche normalmente previste per il prossimo aprile. Questo è quanto si legge nella nota diffusa dal Colle: “Ritengo di dover sollecitare la massima cautela e responsabilità in rapporto all’esercizio di un potere costituzionale di consultazione e decisione che appartiene solo al Presidente della Repubblica”. Poi il presidente della Repubblica lancia un “forte appello a un responsabile sforzo di rapida conclusiva convergenza in sede parlamentare” sulla legge elettorale, rinnovando il suo richiamo nel quale sottolinea che “a distanza di oltre 20 giorni lo sforzo da me sollecitato con lettera del 9 luglio non abbia purtroppo prodotto i risultati attesi”.

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di Redazione
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