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Fini: "Istituzioni vanno rispettate"

Magistratura, Napolitano: Contributo di fermezza e coraggio


Magistratura, Napolitano: Contributo di fermezza e coraggio
08/05/2011, 16:05

ROMA - Un “contributo di fermezza e coraggio”, nonostante in questi giorni vegano continuamente “delegittimati” dal leader del Governo in una campagna mediatica sempre più al veleno. Dal Colle l’alzata di scudi più attesa, ripresa poi dal presidente della Camera Gianfranco Fini che torna ad affondare la lama sul suo nemico. “Serve assoluto rispetto per le istituzioni” dice il numero uno di Futuro e Libertà, facendo eco alle parole di Giorgio Napolitano. A difendere dagli attacchi del presidente del Consiglio Berlusconi è per primo il capo Quirinale, che nell'introduzione al volume a cura del Csm dal titolo “Nel loro segno”, che ricorda i 26 magistrati vittime del terrorismo e delle stragi di mafia scrive: “Già negli anni scorsi, al Quirinale, ho voluto mettere l'accento sul sacrificio di uomini di legge, per sottolineare come da magistrati, avvocati, docenti di diritto venne un contributo peculiare di fermezza, di coraggio e insieme di quotidiana serenità e umanità nello svolgimento di una funzione essenziale per poter resistere all'ondata terroristica e averne ragione: la funzione dell'amministrare la giustizia secondo legge e secondo Costituzione, sempre, contro ogni minaccia e ogni prevaricazione". Lo scrive il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nell'introduzione al volume a cura del Csm dal titolo “Nel loro segno”, che ricorda i 26 magistrati vittime del terrorismo e delle stragi di mafia e che verrà presentato domani nel corso della cerimonia di celebrazione della “Giornata della memoria” dedicata alle vittime del terrorismo e delle stragi in programma al Quirinale alle ore 11.00. "Il 9 maggio -ricorda il Capo dello Stato- è il giorno del ricordo e del pubblico riconoscimento che l'Italia deve alle vittime del terrorismo. E' il giorno del sostegno morale e della vicinanza umana alle loro famiglie. Ed è il giorno della riflessione su quel che il nostro Paese ha vissuto in periodi tra i più angosciosi della sua storia e che non vuole mai più, in alcun modo, rivivere"."La pubblicazione che il Consiglio superiore della magistratura ha curato con impegno partecipe e solidale vuole onorare i magistrati che al pari di tanti altri servitori dello Stato pagarono col sacrificio della vita i servigi alle istituzioni repubblicane, cadendo vittime della follia omicida di gruppi terroristici o dello spietato attacco delle mafie. Con essa si è cercato di restituire alla memoria riconoscente di ogni cittadino l'immagine -i volti, i percorsi di vita e di morte- dei magistrati caduti"."I percorsi di vita, innanzitutto : perché non è accettabile che quegli uomini siano ricordati solo come vittime, e non come persone, che hanno vissuto, hanno avuto i loro affetti, il loro lavoro, il loro posto nella società, prima di cadere per mano criminale".

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di Davide Gambardella
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