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'MANI SULLA CITTA'': UN ALTRO DEPUTATO TRA I SOSPETTI


'MANI SULLA CITTA'': UN ALTRO DEPUTATO TRA I SOSPETTI
23/01/2009, 20:01

Nuovo membro del gruppo degli ‘intercettati celebri’, sotto la voce ‘iscritti al registro degli indagati’, nella lista che i magistrati stanno stilando per ricostruire il presunto sistema di pilotaggio degli appalti dell’imprenditore Alfredo Romeo. Intanto gli interrogatori all’imprenditore sembrano confermare l’impianto accusatorio, con il nuovo indagato che calmo ma sorpreso precisa di non essere “compagno di merende” di nessuno dei coinvolti nell’inchiesta.

 

APPALTI ROMEO, SPUNTA UN NUOVO NOME
Si tratta del deputato del Pdl Amedeo Laboccetta, il terzo dal 17 dicembre scorso, componente della commissione antimafia, che sarà ascoltato lunedì prossimo in procura a Napoli, mentre martedì prossimo sarà il turno del deputato Renzo Lusetti. Entro fine mese dovrebbero essere inoltre inviati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. I pm Raffaello Falcone, Vincenzo D'Onofrio e Pierpaolo Filippelli gli hanno fatto notificare oggi un'informazione di garanzia con le ipotesi di reato di associazione per delinquere e turbativa d'asta in merito alla vicenda dell'appalto di Global Service per la manutenzione delle strade di Napoli approvato in giunta e in consiglio comunale ma mai reso operativo. In particolare, Laboccetta è finito nel mirino dei magistrati per quanto riguarda gli ostacoli al passaggio in consiglio della delibera di giunta costituiti da 80 emendamenti presentati proprio da consiglieri di An, il partito di origine di Laboccetta. Ma quello che ha messo la pulce nell’orecchio dei magistrati è il contenuto di alcune conversazioni telefoniche tra Romeo e Laboccetta che, a quanto pare, sembrano mostrare un interessamento dell’esponente politico alla vicenda. In queste intercettazioni si sente inoltre Romeo che, preoccupato per la concorrenza dell’Acen, sollecita l’interessamento di Laboccetta che, come commenta il giudice, “continua a rassicurare Romeo”.

 


ROMEO NON CONFESSA, LE SUE RISPOSTE PERO’ CONFERMANO
L’imprenditore, intanto, non confessa, non ammette responsabilità, non collabora. Ma nemmeno, a quanto pare, contraddice: secondo voci di corridoio Romeo avrebbe infatti confermato, con le risposte rese negli interrogatori, i reati ipotizzati come turbativa d’asta e associazione per delinquere. Romeo avrebbe potuto avvalersi della facoltà di non rispondere, ma non l’ha fatto. Nemmeno le parole del Gip, che ha revocato i domiciliari ad alcuni indagati (per essere venute meno le esigenze cautelari ma senza contestazioni all’impianto accusatorio), contraddicono la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza su cui batte la Procura di Napoli. Ci sarà comunque da aspettare fino al termine del 26 febbraio, per conoscere, salvo anticipazioni sulla data, le conclusioni dell’udienza del Tribunale del Riesame che dovrà pronunciarsi sulle richieste di inasprimento delle misure cautelari avanzate dai pubblici ministeri titolari dell’inchiesta.

 


LABOCCETTA: “NON SONO COMPAGNO DI MERENDE DI NESSUNO DEI COINVOLTI”
“Non mi aspettavo certo di essere convocato in procura a Napoli per lunedì prossimo in qualità di indagato, - ha commentato un sorpreso Laboccetta, - pensavo che al limite i pm partenopei mi avrebbero ascoltato quale persona informata sui fatti rispetto alla vicenda Global Service”. “Sono pronto, - ha poi continuato il deputato, - a rispondere a qualsivoglia domanda inerente l’inchiesta in corso, e sono convinto di poter chiarire la mia posizione ed ottenere un’immediata archiviazione”. L’esponente di An ha aggiunto di non essere  ''compagno di merende di alcun soggetto coinvolto nell'inchiesta”, specificando di non occuparsi né di appalti né di clientele”. Che il deputato possa chiarire la sua posizione ne sono convinti anche i suoi colleghi di partito, che hanno espresso immediatamente solidarietà, confermata anche dal reggente del partito, Ignazio La Russa.

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di Nico Falco
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