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MANIFESTAZIONE A ROMA CONTRO IL DECRETO GELMINI; IL MINISTRO: NON LI CAPISCO


MANIFESTAZIONE A ROMA CONTRO IL DECRETO GELMINI; IL MINISTRO: NON LI CAPISCO
17/10/2008, 11:10

Sono partiti a Roma e a Milano i cortei di manifestanti, che si sono radunati lì chi per protestare per il mancato accordo sul contratto nel settore trasporti, chi per il mancato accordo nel settore della sanità. Ma lo spezzone più chiassoso e colorato resta quello occupato dagli studenti che protestano per le novità - considerate negative da tutti coloro che della scuola fanno parte, siano essi genitori, studenti o professori - contenute nel decreto Gelmini.

Intervistata sul punto, il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini ha risposto sprezzante: "Le ragioni della protesta francamente non le comprendo e sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza in realtà non abbiano letto il provvedimento". Questo perchè chi manifesta sono studenti di liceo ed università, che non vengono minimamente toccati dalle norme del decreto. Inoltre accusa la sinistra di fare allarmismo e disinformazione (e detto da chi sta in un governo che ha il completo ed assoluto controllo sui mass-media, apparirebbe umoristico, se non fosse drammatico, ndr). Sull'emendamento della Lega, approvato dalla maggioranza, che istituisce delle classi riservate agli studenti extracomunitari, la Gelmini si dichiara concorde, definendole "non un problema di razzismo, ma di inserimento didattico, perchè così possono imparare l'italiano, senza rallentare i ritmi degli alunni italiani, come succede adesso".

Naturalmente alla Gelmini non è passata per la testa l'idea che senza il licenziamento di 87 mila insegnanti previsti dal decreto Gelmini e il relativo taglio di 8 miliardi, ci sarebbe personale in abbondanza per istituire dei corsi di recupero per aiutare i figli degli immigrati a non rimanere indietro, senza ghettizzarli in classi separate.

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di Antonio Rispoli
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