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Manovra, assessore Russo: “Rammarico per mancato rifinanziamento del Fondo nazionale politiche sociali”


Manovra, assessore Russo: “Rammarico per mancato rifinanziamento del Fondo nazionale politiche sociali”
08/09/2011, 14:09

“Pur condividendo le ragioni che hanno spinto il Governo ad accelerare sul terreno di una manovra economica che rimette l'Italia sulla strada del pareggio di bilancio, non si può che esprimere rammarico per la mancata approvazione al Senato dell'emendamento delle Regioni che rifinanziava il Fondo nazionale politiche sociali”. Ermanno Russo, assessore regionale all'Assistenza sociale ed esponente del Pdl, commenta così sul suo sito internet (www.ermannorusso.it) il primo sì nell'aula di Palazzo Madama al provvedimento di conversione in legge del decreto-legge recante “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”.
“L'emendamento – scrive Russo – rappresentava di fatto l'ultima spiaggia prima dell'azzeramento ufficiale delle risorse per l'assistenza sociale nel nostro Paese. Il rammarico c'è ed è tanto, specie se si pensa che le Regioni non si erano limitate a chiedere ma avevano offerto soluzioni, individuando i capitoli di bilancio da cui poter recuperare le necessarie risorse (900 milioni), fondi che si sarebbero potuti rendere facilmente disponibili in seguito ad una riduzione del plafond per gli interventi strutturali di politica economica. Insomma, le premesse c'erano tutte ed anche le motivazioni. La Conferenza delle Regioni, infatti, aveva messo tutto nero su bianco lo scorso 1 settembre – sottolinea l'assessore Russo –, ritenendo indispensabile un rifinanziamento del Fondo nazionale politiche sociali per consentire agli enti territoriali di svolgere le funzioni demandate dalla Costituzione che, soprattutto in un momento di crisi economica strutturale come quello attuale, risultano cruciali per evitare alle famiglie e alle fasce più deboli della popolazione di collassare sotto i colpi dei tagli al sistema di protezione sociale. Inutile dire che tali righe, ancorché accorate e condivisibili, poco hanno scalfito il disegno di un esecutivo che ha badato probabilmente ad altre necessità, più vicine ai mercati che alla gente”.
Di qui Russo conclude: “L'ultimissima spiaggia potrebbe essere quella dalla Legge di stabilità in programma a fine mese, nelle pieghe delle cui tabelle finanziarie potrebbe trovare posto qualche riscontro alle richieste delle Regioni sul futuro delle politiche sociali nel nostro Paese. Sino ad allora, ogni territorio sarà costretto a vivere con ansia la vigilia del 2013, anno che con ogni probabilità segnerà la fine di un ciclo iniziato nel 2000 con l'introduzione della legge 328 e conclusosi in questi giorni con il tracollo dei trasferimenti a valere sul relativo fondo nazionale”.

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di Redazione
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