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Offese verbali e rissa. Pini chiama Fini “cialtrone”

Manovra: bagarre anche alla Camera. Monti sale al Colle

Due deputati leghisti espulsi. Il premier: “No comment”

Manovra: bagarre anche alla Camera. Monti sale al Colle
15/12/2011, 19:12

ROMA – Una nuova giornata di bagarre si è consumata nei palazzi della politica. Dopo il Senato, è toccato oggi all’aula di Montecitorio divenire scenario di accesi dibattiti e soprattutto della protesta, targata Lega Nord, nei confronti della Manovra. Prima un lungo ostruzionismo, subito dopo i cartelli, alzati da alcuni esponenti del Carroccio, riportanti la scritta “No Ici” e “Vergogna Vergogna”, hanno spinto il presidente della Camera a espellere Gianluca Buonanno e Fabio Rainieri. Non sono mancati ovviamente i fischi, le urla, i cori e le offese verbali (“Lei è un cialtrone” è stato detto tra le altre cose al presidente Fini), che stanno trasformando sempre più, seduta dopo seduta, la politica italiana in una “politica da stadio”. È in un clima più che rovente che il premier, dopo essere tornato a difendere la sua Manovra, è salito al Colle. Secondo quanto si apprende, infatti, è in corso un colloquio tra il capo dello Stato Giorgio Napolitano e il premier Mario Monti. Il presidente della Repubblica ha lasciato palazzo Giustiniani al termine di un convegno su Paolo Bufalini, per recarsi al Colle proprio per ricevere il presidente del Consiglio. Intanto, per quanto riguarda il tortuoso iter della Manovra stessa, domani mattina il voto sulla fiducia: in serata il voto finale sul testo che verrà trasmesso al Senato per un nuovo esame a tempo di record e arrivare alla conversione definitiva in legge del “decreto salva Italia” entro Natale. Il testo su cui ci si esprimerà è quello uscito dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera senza più spazio, in aula, per nuovi emendamenti o correzioni in extremis.

MONTI: NON MI FANNO NESSUN EFFETTO
Sui disordini a Montecitorio il presidente del Consiglio Mario Monti preferisce non commentare. Parlando al termine dell’incontro con le Regioni del Sud ha detto: “Ci sono cose che non devono farmi alcun effetto, altrimenti non sarei in grado di adempiere alla temporanea funzione che mi è stata attribuita. Inviterò i miei ministri e sottosegretari – ha avvertito - a essere freddi e non empatici come sono io. Non spetta a un membro del governo esprimere un giudizio sui comportamenti del Parlamento”.

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di Antonio Formisano
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