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Ma Bankitalia teme recessione

Manovra, Berlusconi: "Mi sembra equa"

Si rischia nuova manovra tra pochi mesi

Manovra, Berlusconi: 'Mi sembra equa'
30/08/2011, 19:08

ROMA - Alla fine, affermano i bene informati, Silvio Berlusconi era gongolante per le modifiche apportate alla manovra finanziaria. Il perchè era semplice: aveva trovato i due slogan con cui presentare la manovra. Il primo: non metteremo neanche questa volta le mani nelle tasche degli italiani. Infatti il contributo di solidarietà era stato eliminato e non era stato introdotto l'aumento dell'Iva. Il secondo slogan: abbiamo fatto pesanti tagli alla politica. Questo era motivato dalla decisione di dimezzare i parlamentari e di cancellare le province, due decisioni da affidare a leggi costituzionali e quindi da rimandare alle calende greche. Ma si sa, per il premier contano gli annunci, non i fatti. E così in conferenza stampa l'ha detto: "Sono molto, molto soddisfatto perchè adesso la manovra correttiva è stata migliorata, senza modificarne i saldi ed ora è più equa e sostenibile".
Beato lui che è soddisfatto, dato che molta meno soddisfazione esprimono gli organismi contabili. Già il Fondo Monetario Internazionale ieri aveva fatto sapere che, a causa della manovra economica approvata lo scorso luglio, il Pil italiano sarebbe cresciuto dello 0,8% nel 2011 e dello 0,7% nel 2012, quindi molto meno della media europea. Oggi l'Istat, pur non dando dati certi, attraverso il suo presidente Giovannini fa presente che appare improbabile che l'Italia arrivi ad una crescita dell1% (le previsioni del governo sono di una crescita dell'1,1% nel 2011), anche se subordina il dato all'eventuale presenza di un "traino" della domanda estera che potrebbe aumentare il Pil italiano.
Il vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, è ancora più pessimista: "L'aggiustamento dei conti, necessario per evitare uno scenario ben più grave, avrà inevitabilmente effetti restrittivi sull'economia. Il ricorso prevalente alla leva fiscale, quasi 3/4 della manovra, determina la compressione del reddito disponibile e accentua i rischi depressivi". In altri termini, il fatto che questa manovra aumenti direttamente o indirettamente le tasse, bloccherà lo sviluppo economico italiano. Infatti, grazie a questa norma Bankitalia prevede entro il 2014 un aumento della pressione fiscale pari ad almeno 2 punti di Pil, superando ogni record. Ma la crescita, nello stesso periodo sarà vicina allo zero, afferma Visco, indebolita dalle misure della manovra economica. 

Approfondimento a cura di Valerio Esca
Le reazioni dal mondo politico:
Veltroni:  «Più iniziative unitarie ci sono, meglio è. Le divisioni sindacali non fanno mai bene». Walter Veltroni risponde così quando gli viene chiesta una sua opinione sullo sciopero indetto dalla Cgil contro la manovra.
Lusetti Udc «I leader della maggioranza sono soddisfatti? Dovrebbero andare un pò tra la gente per vedere se la pensa allo stesso modo». Questo il commento di Renzo Lusetti dell'Udc. «Ce l'hanno messa tutta per partorire una manovra dettata più dalla necessità di trovare la quadra al loro interno che da quello spirito riformatore che il Paese e i mercati internazionali si attendevanò», ha aggiunto il deputato centrista. «Il risultato un provvedimento fantasioso frutto di compromessi politici al ribasso e privo di scelte coraggiose: sono state di nuovo attaccate le pensioni con criteri iniqui e discriminatori, i tagli alla politica - prosegue - sono stati di fatto rinviati alle calende greche con dei futuri disegni di legge costituzionale ed stato tolto il contributo di solidariet per i redditi alti, che poteva almeno essere rivisto al rialzo e che invece rimasto per gli statali. Come se non bastasse dal cilindro spuntato anche il taglio delle agevolazioni alle cooperative, un modello che ha dimostrato di funzionare bene e di essere fonte di occupazione anche in tempi di crisi, ma che evidentemente non piace a questo governo, forse perchè animato da falsi pregiudizi ideologici».
Giunta regionale Umbria: Si è riunita questa mattina, in seduta politica, la Giunta regionale che ha affrontato prevalentemente l'impatto che la nuova manovra finanziaria del Governo determinerà sull'Umbria. «Solo una forte accelerazione del processo di riforme strutturali, peraltro già avviato dalla Giunta regionale in questo primo anno di legislatura- si legge in una nota -, consentirà all'Umbria di essere adeguatamente attrezzata a raccogliere le sfide difficili e impegnative che questa difficilissima fase dell'economia nazionale pone a chi ha responsabilità del governo della cosa pubblica ad ogni livello istituzionale». 

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di Antonio Rispoli
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