Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Anche l’IdV ha detto “no”. Stasera il voto finale

Manovra: c’è la fiducia alla Camera. Ma molti i voti in meno

Riflettori puntati sulla Lega: deputata vestita da operaia

Manovra: c’è la fiducia alla Camera. Ma molti i voti in meno
16/12/2011, 14:12

ROMA – È il giorno della fiducia sulla Manovra economica alla Camera dei deputati. Archiviato il tempo degli applausi e degli apprezzamenti, questa prima prova per l’esecutivo Monti si presenta oggi tutt’altro che scontata. Il Professore avverte: “Non voglio spaventare troppo gli italiani, ma senza questa Manovra l’alternativa non sarebbe la vita senza sacrifici – spiega – ma la vita con sacrifici molto più gravi”. Ma le sue parole, come anche la notizia del suo incontro di ieri sera con il presidente Napolitano, sembrano non bastare a tranquillizzare gli animi. Ed è così che dinanzi a questa prima dura prova importante, l’ampia maggioranza che ad oggi ha sostenuto Mario Monti inizia a registrare i suoi primi effettivi scricchiolii. All’opposizione c’è la Lega, che ritrova il suo spirito di lotta e, tra continue bagarre in aula, si barrica contro Monti. Ma anche l’Italia dei Valori decide, “dopo una decisione sofferta, ma obbligata”, di non votare la fiducia. È anche tra i partiti sostenitori dell’attuale esecutivo in carica che quindi sorgono le prime insofferenze.

PASSA LA FIDUCIA A MONTECITORIO. NUMERI IN CALO
Che qualcosa stesse cambiato nei palazzi della politica lo si era capito. E i numeri con cui la Manovra ha ottenuto la fiducia alla Camera sembrano esserne la conferma. La fiducia a Montecitorio passa con 495 “si”, 88 “no”, mentre 4 sono gli astenuti. Scendono infatti i consensi per Mario Monti in questo secondo voto di fiducia: c’è un calo dei “si” rispetto al voto di fiducia al governo del 18 novembre scorso (erano stati 556 i voti favorevoli), e in questo pesa la presa di posizione dell’Italia dei Valori. Il gruppo di Antonio Di Pietro, che conta 22 deputati, ha infatti espresso voto contrario, così come la Lega e anche alcuni parlamentari del Pdl: Alessandra Mussolini e Giorgio Stracquadanio. Aumentano quindi i “no”, passati da 61 a 88. Il calo di consenso nei confronti del professore e della sua Manovra passa per 61 voti in meno. L’Aula ora passa all’esame degli ordini del giorno, poi stasera ci sarà il voto finale a Montecitorio, prima di trasferire il provvedimento al Senato.

RIFLETTORI PUNTATI SULLA LEGA CHE FA SPETTACOLO
A distinguersi tra gli altri è ancora una volta il Carroccio, che forse dimentica di essere in un’aula parlamentare, credendo di essere invece al teatro. Alla Camera oggi lo spettacolo targato Lega ha avuto come protagonista la deputata Emanuela Munerato. La deputata, infatti, prendendo la parola si è tolta il soprabito e ha indossato gli abiti di scena: “Mi spoglio dei panni di deputato e indosso la divisa di lavoro che ho indossato fino a due giorni prima di entrare qui”, ha detto. Maglia arancione e copri capelli bianco, ha continuato: “Signor Monti, non le sarà capitato spesso di vedere una divisa da operaia, ma questa è la mia e rappresenta milioni di lavoratori disgustati da questa Manovra”. Atteggiamento che si giudica da solo. Non è mancato neanche lo scontro acceso, soprattutto tra Pd e Lega, con Franceschini che ha accusato i deputati padani di aver fatto per 10 anni i “soldatini ubbidienti” e poi aver riscoperto da qualche giorno i diritti delle classi più deboli. Il Carroccio ha chiesto che Monti riferisca in aula in cambio di una riduzione dei suoi interventi. Il premier ha accettato: riferirà alle 19. Subito dopo, le dichiarazioni di voto finale sul decreto “Salva Italia”.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©