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L’Ue: “Maggiore considerazione per le misure di crescita”

Manovra: caos totale. Ipotesi di “un tutto da rifare”?

Cdm e “condono”. Per i grandi evasori in arrivo il carcere

Manovra: caos totale. Ipotesi di “un tutto da rifare”?
01/09/2011, 11:09

ROMA – La manovra, nuova di zecca ristrutturata ad Arcore, non va e il compromesso raggiunto a villa San Martino, lunedì scorso, sembra essere già archiviato. È caos totale, nel quale sembra farsi strada l’ipotesi di “un tutto da rifare”. Nonostante il presidente del Consiglio svenda ottimismo, assicurando che tutto è sotto controllo e che l’intesa siglata ad Arcore è l’univa che possa valere, nella maggioranza le acque sono più che agitate e la manovra acquista ancora un nuovo volto: il governo ha fatto retromarcia sulla norma che escludeva la laurea e la leva militare dal calcolo delle pensioni di anzianità. Con il taglio della misura sulle pensioni, il problema è ora trovare le risorse compensative, considerando che, secondo i calcoli dei tecnici, già manca una cifra intorno ai 5-6 miliardi di euro. E non è roba da poco. Per il momento, dunque, certezze sulle coperture, al di là delle ipotesi, sembrano non esserci anche se è lo stesso capo del governo ad annunciare, in caso di mancato reperimento delle risorse, il ricorso all’aumento dell’Iva.
Intanto fa sentire la sua voce anche l’Ue, secondo la quale l’Italia dovrà tenere in maggior considerazione le misure per la crescita economica e rispettare comunque gli obiettivi su cui si è impegnata. Mancano, denuncia il numero due di Fli, Italo Bocchino, “dai 5 ai 7 mld” e quindi si riaffaccia lo spettro di un condono edilizio visto come il fumo negli occhi dall’opposizione. Un’opposizione che ha rinforzato i suoi attacchi ad una manovra “recessiva” (secondo Fli), e “farsa scandalosa” (secondo il Pd): “Da molto tempo diciamo che maggioranza e governo non sono in grado di portarci fuori dai pericoli, ma solo di aggravarli”, avverte il segretario del partito, Pierluigi Bersani, per il quale “una conferma inequivocabile viene dal caos di questi giorni, che espone il nostro Paese a rischi davvero seri”.
Intanto, in una corsa contro il tempo per arrivare con il decreto in aula al Senato la prossima settimana, il governo si trova ad dover superare diversi ostacoli. La giornata decisiva potrebbe essere comunque quella di oggi: per il Consiglio dei ministri, durante il quale si entrerà nei dettagli della manovra. La presenza del Guardasigilli, spiegano nella maggioranza, servirà per discutere l’ipotesi di inasprire le pene per gli evasori, arrivando fino al carcere (come extrema ratio, ovviamente).

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di Antonio Formisano
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