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Manovra da 40 miliardi? No, il solito inganno di Tremonti


Manovra da 40 miliardi? No, il solito inganno di Tremonti
25/06/2011, 17:06

In questi giorni, grande spazio sui giornali, oltre che per la vicenda Bisignani, anche per la manovra da 40 miliardi, da approvare entro quest'anno, ma valido fino al 2014. E il premier ha spiegato come verrà divisa: 3 miliardi quest'anno, 5 miliardi nel 2012, 15 miliardi nel 2013 e 20 miliardi nel 2014. Con questo raggiungeremo il pareggio di bilancio, assicura il governo.
Ora, vediamo come si sta organizzando un inganno propagandistico sulla pelle degli italiani. La prima cosa da notare è lo scadenzario: finchè durerà il governo Berlusconi, cioè per i primi due anni della manovra,ci saranno taglio solo per un terzo del totale. Nel secondo biennio, quello che riguarderà un prossimo governo (che potrebbe non essere di destra) invece verranno recuperati i due terzi della somma. 35 miliardi di tagli in due anni significa bloccare la crescita del Pil italiano almeno di un punto percentuale all'anno. E naturalmente la colpa verrà addebitata al prossimo governo, se non sarà guidato da Berlusconi; altrimenti sarà data la colpa all'Europa e alla crisi internazionale.
Non è certo una novità, questo modo di fare dei governi Berlusconi. Nel 2006 fecero lo stesso. A dicembre 2005, quando venne approvata la finanziaria per il 2006, c'erano molte "trappole" nei conti pubblici. Innanzitutto tagliarono molte entrate, al punto che Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea stimarono che solo per il 2006 l'Italia avrebbe avuto maggiori uscite per 30 miliardi di euro. Inoltre, coprirono l'attività di Autostrade per l'Italia e delle FF.SS. solo fino al 30 giugno. Detto in altre parole, il governo Prodi, appena insediato, dovette trovare circa 7 miliardi per poter garantire la possibilità di riparare i buchi sulle autostrade e la manutenzione dei treni. Il tutto venne fatto con una procedura di infrazione europea per deficit eccessivo iniziata nell'estate del 2005 e che rischiava di procurarci multe annuali da 7 a 40 miliardi di euro all'anno, fino a quando non il deficit italiano non fosse sceso sotto il 3% del Pil (dal 2003 al 2006 è sempre stato superiore). Il governo Prodi riuscì magnificamente nell'impresa, riuscendo ad aumentare la differenza tra entrate ed uscite di quasi 70 miliardi, rispetto alle previsioni di inizio 2006.
Un nuovo governo dovrà fare la stessa cosa, dopo il 2013: aumentare la differenza tra entrate e uscite per compensare il fortissimo taglio alla crescita. Che già da qui al 2014 è prevista compresa tra l'1% e l'1,5% (anche se Confindustria sta limando queste previsioni al ribasso), mentre dovrebbe essere almeno del 2%. Ma con questa manovra sarà ancora più bassa proprio all'arrivo del nuovo governo.
La seconda trappola mediatica legata a questa manovra economica, riguarda proprio il pareggio di bilancio. Già con la situazione attuale, 40 miliardi sono insufficienti, dato che il nostro deficit, al 31 dicembre 2010, era di quasi 60 miliardi. E con una crescita dell'1%, tagliando il welfare, gli stipendi, le pensioni, insomma tagliando le possibilità di acquisto per i redditi bassi, come si può pensare di aumentare l'occupazione? Insomma, mentre la Germania vola al 3-4% all'anno, mentre la Francia nel 2011 supererà il 2% di crescita, mentre la media europea per il 2011 sarà dell'1,8% almeno, noi saremo gli unici ad annaspare insieme alla Grecia, al Portogallo e alla Spagna.
E pensare che nel 1998 si discuteva di come poter crescere più della Germania e nel 1999 il Pil italiano crebbe del 3% contro una media europea intorno al 2%...

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di Antonio Rispoli
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