Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Enti locali scontenti, tagli troppo pesanti ed iniqui

Manovra economica: Tremonti, niente aumenti per il pubblico


Manovra economica: Tremonti, niente aumenti per il pubblico
25/05/2010, 14:05

ROMA - E' cominciato a Palazzo Chigi l'incontro tra i ministri e i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni, per illustrare i punti salienti della manovra, che andrà approvata entro questa sera dal Consiglio dei Ministri. "Questa non è una finanziaria qualsiasi. Dobbiamo gestirla tutti insieme", ha detto il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, che guida la rappresentanza del governo. Anche se in realtà le autonomie gestionali degli enti locali sono ridotte a zero.
Le prime misure di cui si è parlato, sono quelle già note. Innanzitutto congelamento per tre anni degli stipendi dei dipendenti pubblici, ad ogni livello. Poi bisognerà ridurre la spesa per le pensioni di invalidità, "tornando ai rigorosi criteri del 1988", ha detto Tremonti.
Invece servirà un supporto delle Regioni per contenere la spesa sanitaria, attraverso un metodo di acquisti a costi standard. Effettivamente ci sono troppe disparità tra le regioni, in quanto a prezzo di acquisto di materiali e macchinari.

Aggiornamento ore 13.30

Finito l'incontro con i rappresentanti degli enti locali, è iniiziato quello con i sindacati. Ma i rappresentanti dei Comuni, delle Province e delle Regioni sono usciti molto scontenti per i risultati dell'incontro. Secondo il sindaco di Torino, Chiamparino, Comuni e Province si dovranno accollare tagli pari a 1,1 miliardi nel 2010 e a 2,1 miliardi nel 2011. Una cifra molto grande, che creerà problemi nell'erogazione dei servizi ai cittadini, se non verranno fatti tagli equivalenti in settori non essenziali o se non verranno aumentate le tasse locali. Secondo il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, la manovra è insostenibile: "Si profilano tagli che vanno ben oltre i 10 miliardi", ha sottolineato. "Abbiamo dimostrato in questi anni di essere pronti a fare la nostra parte. Occorrono politiche attive per dare risposte ai problemi del paese. La responsabilità che ciascun livello di governo sia equilibrata: oggi non mi pare sia così".
Anche ai sindacati Tremonti ha fatto notare che non ci sarà neanche un euro in più per i dipendenti pubblici, nel prossimo triennio, ma che anzi ci saranno tagli "non simbolici ma strutturali" alla spesa. Inoltre ha promesso sgravi fiscali su quella parte di salario non regolamentata dal contratto nazionale e legata alla produttività. Infine il Ministro delle Finanze ha difeso la misura della riduzione delle finestre di uscita, dicendo che si tratta solo di uno spostamento nell'erogazione.

Aggiornamento 14.15

Incontro più breve, quello con i sindacati, con Cisl e Uil più favorevoli alla manovra ma con qualche distinguo, Cgil contraria. Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl,, ha parlato di un giudizio sospeso in attesa di vedere se "ai tagli corrisponderanno sacrifici da parte di chi ha di più". Posizione simile da parte di Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, che attende di vedere "quali saranno i costi della politica".
Netto no da parte di Gugliemo Epifani, segretario generale della Cgil, che boccia l'intero impianto della manovra: "La manovra è iniqua e va cambiata in Parlamento. Il grosso dei sacrifici lo si chiede sempre ai lavoratori, pubblici e privati, "non c'e nessuna misura di sostegno a occupazione e investimenti. Quindi è una manovra che non mantiene un profilo di equità". Da notare che ancora una volta Epifani si è presentato in sala stampa da solo, a marcare le distanze dagli altri due segretari confederati.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©