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Il premier si dice soddisfatto. Ma il Tesoro avverte…

Manovra “fasulla”? All’appello mancano 4,2 mld di euro

Inizia l’esame al Senato: 600 emendamenti presentati

Manovra “fasulla”? All’appello mancano 4,2 mld di euro
30/08/2011, 09:08

ROMA – L’intesa trovata a villa San Martino sulla Manovra rischia di tramutarsi in un nulla di fatto. Benchè il Cavaliere sia riuscito, in totale sintonia con il Carroccio, a modificare, quasi stravolgere, i punti principali della Manovra stessa, c’è qualcosa che non torna. Se ne è accorta l’opposizione, che parla di “Manovra delle toppe” e di “modifiche a chiacchiere”; lo conferma il Tesoro, per il quale facendo due calcoli i conti non tornano.
All’ottimismo di Berlusconi, più che soddisfatto per il lavoro svolto e convinto di avere la strada spianata in questo modo fino al 2013, si contrappone infatti il lavoro dei tecnici del ministero delle Finanze. Non ci sarebbe nulla da brindare, dunque: la Manovra dal nuovo volto, dopo il vertice fiume tra Pdl e Lega, avrebbe un qualcosa di fasullo. Mancherebbero ora all’appello almeno 4,2 miliardi di euro sui 45 che si dovranno reperire con il decreto. È proprio questo l’avvertimento del Tesoro che si è messo a lavoro da subito, non appena il vertice di Arcore si è concluso nel tardo pomeriggio di ieri, dopo una lunga maratona durata circa sette ore.
Tanto lavoro inutile e tanta energia sprecata ieri ad Arcore? Per il momento di sicuro nessuna vittoria. Gli emendamenti approvati ad Arcore al provvedimento da 45,5 miliardi di euro rischiano di non bastare e ciò che si configura a questo punto è l’ipotesi di una nuova correzione a dicembre, un nuovo intervento sui conti da effettuare a fine anno. Tutto ovviamente dipenderà anche dalla reazione dei mercati e da quella di Bruxelles nei prossimi giorni.
Intanto la nuova Manovra rimette mano alle pensioni, mentre rinuncia al contributo di solidarietà che sarà sostituito da nuove misure fiscali. Nessun aumento dell’Iva, ma vengono confermati i minori tagli (due miliardi) per gli enti locali, la soppressione delle province e il dimezzamento del numero di parlamentari per via costituzionale. È questo l’impianto delle modifiche su cui ieri è stato trovato l’accordo nel vertice di maggioranza ad Arcore.

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di Antonio Formisano
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