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Restano i tagli alle Regioni ed ai disabili

Manovra finanziaria: il governo la approverà con la fiducia


Manovra finanziaria: il governo la approverà con la fiducia
06/07/2010, 10:07

ROMA - Nessuna novità di rilievo, dopo l'incontro di lunedì tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, a parte una maggiore tensione tra i due. Ormai appare evidente, dopo il "ghe pensi mi" detto in TV a reti unificate, il Presidente del Consiglio ha deciso di andare avanti per la sua strada. Innanzitutto con una parziale riscrittura della manovra, completamente a favore di Confindustria e delle forze dell'ordine: Tremonti ha avuto l'ordine di far uscire le risorse per stanziare 2 miliardi a copertura per la compensazione fiscale dei crediti degli industriali. Cancellata la riduzione delle tredicesime, si sta cercando anche di sbloccare gli stipendi per le forze dell'ordine, facendo una eccezione al blocca previsto fino al 2013 per il pubblico impiego.
Probabile anche una riduzione del taglio agli enti locali, permettendo loro di "spalmare" i minori trasferimenti su tempi più lunghi. Questo vale in particolare per le regioni di centro-destra: Polverini nel Lazio, Caldoro in Campania, Zaia in Veneto rischierebbero di perdere la poltrona appena conquistata, in caso di tagli troppo netti; e anche Formigoni in Lombardia non è che possa essere ignorato.
Restano invece intatti gli altri tagli: l'anno prossimo ci saranno 26 mila insegnanti in meno, che avranno comunque gli stipendi bloccati; le scuole non sanno come far fronte al calo degli insegnanti e all'azzeramento delle risorse a loro disposizione; innalzamento della percentuale di invalidità dal 75% all'84% per ricevere l'assegno di 256 euro, misura che elimina la sindrome di Down e tante altre patologie dall'elenco. Resta da capire come si troveranno le risorse necessarie per le misure richieste. E quindi si ripropone l'idea di un condono edilizio e di un condono fiscale, in maniera da far entrare le somme necessarie.
Il tutto alla fine verrà approvato con la fiducia, "nell'interesse del Paese", ha detto il premier. In realtà, con i governi Berlusconi, tutte le leggi o i decreti legge che riguardavano i conti pubblici, sono sempre stati approvati con la fiducia: fu così con le finanziarie tra il 2001 e il 2005; fu così con le varie manovra correttive che il governo Berlusconi dovette approvare tra il 2003 e il 2005, man mano che aprivano voragini nei conti pubblici; è stato così nel 2008, con la finanziaria triennale. Insomma, è una costante, nonostante i governi Berlusconi abbiano avuto ed abbiano le più ampie maggioranze - come differenza di seggi rispetto all'opposizione - della storia della Repubblica italiana

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di Antonio Rispoli
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