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Manovra: il governo convoca le parti sociali il 4/12

Ma Bonanni avverte: “No consultazione. Vera trattativa”

Manovra: il governo convoca le parti sociali il 4/12
02/12/2011, 14:12

ROMA – Alla fine il governo ha convocato le parti sociali. L’annuncio dell’apertura al dialogo era stato anticipato già ieri dal ministro del Welfare Elsa Fornero, ma oggi ad ufficializzarlo è una nota degli stessi sindacati: le parti sociali sono state convocate domenica mattina alle 9:30 a Palazzo Chigi. Al centro dell’incontro vi saranno le misure e le linee guida degli interventi che lunedì prossimo saranno varati dal Consiglio dei ministri. Conto alla rovescia, dunque, per la manovra: ultimo giro di consultazioni negli ultimi due giorni rimanenti (oggi e domani faccia a faccia con i leader dei partiti, domenica incontro con le parti sociali e le Regioni), dopodiché il premier Monti renderà note le misure economiche messe a punto dalla sua squadra.
Nonostante la convocazione con le parti sociali sia stata salutata con favore, è proprio da uno dei sindacati, la Cisl per l’esattezza, che arrivano dei segnali. Dei veri e propri avvertimenti che non lasciano dubbio alcuno su come le parti sociali non siano disposte ad abbassare la guardia. A parlare è il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: “Noi siamo per una trattativa, un confronto serrato, non una semplice consultazione con il governo”. Raffaele Bonanni ci tiene a far notare che i sindacati sono stati convocati, ma avvisa anche che non c’è disponibilità ad una semplice consultazione con il governo. Ciò che chiede è un “vera e propria trattativa”, che sia improntata “all’equità”: “la stessa che il presidente del Consiglio ha promesso al Senato e – ha concluso Bonanni – la stessa equità che noi vogliamo”.
Critica, invece, la Lega. Per domenica 4 dicembre il governo ha convocato le parti sociali e anche le Regioni. Ma il Carroccio per quella data ha già un impegno: si tratta del Parlamento della Padania, che si riunirà a Vicenza proprio in quella data. È per questo che il governatore veneto Cota, giudicando una “provocazione e uno sgarbo istituzionale” la decisione di Monti di convocare domenica mattina, annuncia che lui non sarà a Roma. Come sempre la polemica leghista è fine a se stessa e si basa su fondamenta assurde: è il Parlamento Padano a doversi adeguare al Parlamento italiano (quello vero, non fasullo, di Roma). E non viceversa.

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di Antonio Formisano
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