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MANOVRA, LA CAMERA VOTA LA FIDUCIA


MANOVRA, LA CAMERA VOTA LA FIDUCIA
05/08/2008, 17:08

L’Aula ha votato sulla manovra economica con 312 voti favorevoli e 239 contrari. Per il varo della finanziaria “snella”, quella con una manciata di articoli e altrettante tabelle, bisognerà attendere settembre, in base al calendario fissato dalle leggi che regolano le procedure dei bilanci pubblici, alle quali il presidente della Repubblica ha garbatamente richiamato il governo. Ma la vera novità è la manovra che, blindata, taglia oggi il traguardo. E’ la “finanziaria sostanziale”, quella che introduce misure vere, ritocca le tasse, taglia le spese. L’approvazione consente al governo di centrare così due bersagli: 1) mettere al sicuro i conti, anche se certamente sarà inevitabile qualche coda legata all’andamento della congiuntura; 2) riconquistare all’esecutivo il “potere di borsa”, in pratica la capacità di gestire spese ed entrate. Con pro e contro. La maggioranza indica i pro: il governo può ora decidere ed assumersi onori ed oneri delle scelte compiute. L’opposizione evidenzia invece i contro: la politica centralizzata svuota il Parlamento del suo potere e della capacità di raccogliere le istanze della società. La Finanziaria è una “legge calda”, altamente politica, che risente immediatamente dei cambiamenti che accompagnano l’evoluzione del sistema istituzionale del Paese. Così la manovra triennale, votata in 9 minuti di consiglio dei ministri e presentata per decreto al Parlamento, rappresenta l’effetto concreto, visibile, del nuovo assetto bipolare emerso in modo tranchant dalle ultime elezioni politiche. Una sorta di risvolto economico al cambiamento della costituzione sostanziale. Con la “blindatura” dei conti, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha certo preso in contropiede i protagonisti del tradizionale “assalto alla diligenza”, che riempiva le anticamere delle commissioni parlamentari di lobbisti. A luglio se ne sono visti pochi. Una manovra triennale per decreto ha sorpreso tutti. Fino ad oggi con decreto sono state realizzate le sole manovre correttive, per migliorare i saldi nell’anno in corso. Ora sono stati ingabbiati i conti per tre anni, attuando quella programmazione di lungo periodo che già altri Paesi europei realizzano. I saldi migliorano di 16,4 miliardi nel 2009 (grazie ai tagli di spesa dei ministeri per 8,4 miliardi) e di 36,3 miliardi i conti triennali. Ma certo l’effetto sorpresa della manovra estiva ha avuto anche altri risvolti. Ha limitato le modifiche solo a qualche correzione voluta a Montecitorio dalla maggioranza, mentre Palazzo Madama ha votato senza fiatare, ma con qualche mugugno, un testo già bloccato. Il tutto realizzato con tempi rapidissimi: più rapidi di quelli dal calendario (che ha già delle garanzie anti-ostruzionistiche) della sessione di bilancio (che dura tre mesi da ottobre a dicembre).
 

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di Redazione
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