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I sindacati e il loro sciopero. Anche la Chiesa bacchetta

Manovra: Mario Monti stretto tra i partiti

Possibile qualche ritocco, d’accordo con le parti politiche

Manovra: Mario Monti stretto tra i partiti
06/12/2011, 10:12

ROMA – Nel giorno in cui Mario Monti presenta il suo decreto Salva-Italia alla Camera e al Senato, si rincorrono pareri favorevoli, critiche e distinguo. Mentre i sindacati annunciano scioperi e persino la Chiesa bacchetta la Manovra, il presidente del Consiglio è stretto tra i partiti che mugugnano e continuano a chiedere aggiustamenti, affinchè le misure evitino all’Italia di “crollare” come la Grecia.
In Aula, Lega a parte,il Professore riceve solo applausi. Ma i giudizi dei partiti fuori dall’Emiciclo sono decisamente più freddi. Silvio Berlusconi assicura che il Pdl sosterrà lealmente il governo, ma precisa che alcune misure non lo convincono e che se Monti vuole evitare trappole in Parlamento farebbe bene a porre la fiducia. Pierluigi Bersani, dal canto suo, mostra insofferenza sulle pensioni e chiede che “l’approccio” sia meno duro. Per il Pd, dunque, “ci sono ancora passi da fare”. Anche Pier Ferdinando Casini, per una volta d’accordo con il Cavaliere, riconosce che senza fiducia difficilmente il decreto supererà le forche caudine dell’Aula. Sul fronte del ‘no’ alla Manovra, invece, insieme a Umberto Bossi, si schierano Antonio Di Pietro (Idv) e Nichi Vendola (Sinistra e Libertà). Insomma, è così che il Professore guarda ai tre partiti che lo sostengono e a quelli che invece dicono no e valuta l’ipotesi di qualche ritocco. Del resto, lo stesso Monti lo ha ammesso in Senato: ora l’unico interlocutore è il Parlamento. A condizione che la Manovra non sia stravolta.
Dal canto loro, invece, i sindacati hanno già fissato uno sciopero per lunedì prossimo, il 12 dicembre, contro una Manovra considerata iniqua. Cisl e Uil annunciano che scenderanno in piazza per uno sciopero-protesta di due ore (le ultime due del turno), con presidi davanti alle Prefetture e a Roma davanti al Parlamento. Alla loro iniziativa si associa l’Ugl. La Cgil proclama uno stop di 4 ore con manifestazioni in concomitanza con l’avvio del percorso in Aula alla Camera, mentre i presidi partiranno già da oggi.

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di Antonio Formisano
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