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Resta solo quella dei Santi Pietro e Paolo per il Concordato

Manovra: salve le feste laiche, abolite le patronali


Manovra: salve le feste laiche, abolite le patronali
03/09/2011, 09:09

ROMA - Tra battute d’arresto, passi indietro e nuove proposte, continua l’iter burocratico ed  amministrativo della nuova “manovra” finanziaria.
Ultima novità in ordine di tempo, “germinata” in Commissione Bilancio del Senato, riguarda le feste laiche. Contrariamente a quanto deciso inizialmente, queste, non saranno rinviate alla domenica. Quindi restano in vigore il Primo Maggio, 25 aprile e 2 giugno.
Va male , invece, per le feste patronali per le quali, purtroppo,  resta poco da fare:  se le cose non cambiano ancora, saranno abolite.   
Resta in vigore solo la festa patronale, della Capitale,  per intenderci quella dei Santi Pietro e Paolo, che non è possibile “sopprimere” per una questione di  Concordato con la Chiesa .
Mentre si continua a discutere ed inserire novità a colpi di emendamenti e richieste dei vari schieramenti politici nostrani, l’Unione europea, si mostra preoccupata e segue molto da vicino gli sviluppi della situazione.
Secondo Bruxelles nella manovra: "C'è un eccessivo affidamento alle misure sulla lotta contro l’evasione fiscale".  Ad affermarlo il portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn.
Il portavoce ha ribadito che la Commissione europea "sta monitorando da vicino il dibattito sulla manovra in corso al Parlamento" ed ha aggiunto che la Commissione non sarà in ogni caso in grado di dare una valutazione definitiva "fino a che non sarà pronto il testo finale della manovra".

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di Rosario Scavetta
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