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Manovra, sindacati protestano. Camusso: Pagano solo i poveri


Manovra, sindacati protestano. Camusso: Pagano solo i poveri
04/12/2011, 22:12

Come era prevedibile, la reazione dei sindacati contro la manovra Monti non si è fatta attendere. Giudizio unanime e compatto per bocciare il piano spuntato fuori dal consiglio dei ministri di oggi a Roma. "Il blocco della rivalutazione delle pensioni e le misure sulla previdenza un durissimo colpo ai redditi dei pensionati" dice in mattinata il leader della Cgil, Susanna Camusso, sottolineando che l'aumento dell'età pensionabile è un "allungamento insostenibile" per tanti che si troverebbero "sconvolte le prospettive di pensione e molto incrementati gli anni di lavoro".
Nel pomeriggo, più a freddo, Camusso ha rincarato le critiche: la manovra correttiva, così come è stata presentata è "socialmente insopportabile" e pare che il governo stia "cercando di fare cassa sui poveri del nostro paese". Il giudizio della leader Cgil si conclude con un appello all'unità sindacale: "E' l'ora di iniziative comuni con Cisl e Uil". Secondo Camusso, nella manovra "non c'è equità" ed anzi a guardare gli interventi annunciati "rischia di esserci una continuità sui comportamenti con il governo precedente".

Disco rosso anche dalla Cisl di Raffaele Bonanni: "La manovra grava solo su lavoratori e pensionati. Occorrono invece risposte immediate ma ben ponderate. Quello che ci pare un errore chiave è concentrare sulla stessa platea, che storicamente si è ritenuta privilegiata, la misura del contributivo togliendogli il retributivo e insieme innalzargli l'età: le due cose insieme hanno un effetto devastante". Poi un avvertimento: "Il governo non ha calcolato l'impatto sociale della manovra, le reazioni saranno "forti".

Chiude il leader della Uil, Luigi Angeletti"Se non ci saranno modifiche non ci sarà equità. Accanto all'amaro in bocca per i sacrifici che gli italiani dovranno affrontare, questa volta avremo decine di migliaia di disoccupati in più. E' la cosa più nefasta che possiamo avere".

Convinta della necessità delle misure, invece, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: "La manovra va fatta, non ci sono alternative. Pensiamo che la situazione è molto grave non è demagogia dire che i prossimi dieci giorni decideranno se l'euro sopravviverà o meno. Solo la presenza di una manovra molto forte del governo italiano potrà mettere in moto un meccanismo per il salvataggio dell'euro. E' una manovra fondamentale per la salvezza dell'italia e dell'euro".

Sulle barricate anche la Lega che si è schierata all'opposizione fin dal primo momento. Il Carroccio promuoverà la raccolta delle firme per un referendum abrogativo della riforma delle pensioni. "Ci sarà la fila ai banchetti" prevede l'ex ministro Roberto Calderoli.

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di dg
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