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Una analisi del provvedimento varato ieri sera

Manovra tardiva, sbagliata, piena di odio: questo è il Pdl


Manovra tardiva, sbagliata, piena di odio: questo è il Pdl
13/08/2011, 10:08

Ieri sera è stata presentata la manovra, che è stata imposta dalla BCE al nostro governo e che ci dovrebbe portare al pareggio di bilancio nel 2013. Nell'articolo di testa vengono descritti dettagliatamente i punti noti (il resto verrà reso noto questa mattina in una conferenza stampa convocata alla 11 dal Ministro Giulio Tremonti, perchè deve essere ancora scritta parte della manovra, anche se il Cdm ha approvato il decreto ieri) della manovra e su questi c'è da fare questa considerazione.
Innanzitutto, nonostante qualche imbellettamento di trascurabile effetto, la manovra colpisce i soliti noti, con un accanimento che trascende nell'odio. E i soliti noti sono il ceto medio, quella massa di persone che lavorano, guadagnano cifre non eccessive, trascorrendo (o cercando di trascorrere) la loro vita con tranquillità. In particolare i dipendenti pubblici: non solo sono stati bloccati loro gli stipendi per fino al 2014; non solo è stata aumentata l'età pensionabile delle donne di botto da 60 a 65 anni; non solo il MInistro Brunetta ha promesso il licenziamento di 300 mila di loro; non solo hanno il turn over bloccato da anni, ma adesso dovranno aspettare, dopo l'andata in pensione, ben due anni per avere il Tfr. Insomma, si picchia chi non si può difendere.
Così come per i tagli: 9 miliardi di tagli agli enti locali sono una enormità, e non basta certo accorpare i comuni sotto i 1000 abitanti, dato che in questi comuni le spese per la politica sono ridotte all'osso, al punto che spesso Sindaco e consiglieri comunali non prendono neanche lo stipendio per il lavoro che fanno. In quanto alla cancellazione delle province sotto i 300 mila abitanti "secondo il censimento che si terrà nel 2011", come è stato specificato, anche questo è un provvedimento alla "campa cavallo". Infatti si tratterà di cambiamenti che entreranno in vigore solo alla fine delle legislature provinciali in corso. E si arriverà a degli assurdi: per esempio, la provincia di Aosta, che è l'unica provincia regionale, va abolita? E come fare col Molise, per fare un altro esempio, che come regione non raggiunge i 300 mila abitanti? Aboliamo le province e non le regioni? E che dire di quelle province che arriveranno a 295 mila abitanti, per esempio? Sicuramente faranno ricorso. E poi, una volta sciolte le province, tutti gli organi provinciale (a cominciare dai prefetti), che fine faranno? Una Regione come la Sardegna, vedrà scomparire la metà delle sue province, ma il territorio dell'isola è molto vasto. Quelle che rimangono riusciranno a controllare tutta l'isola? E per la LIguria, dove spariscono tre province su quattro (resta solo Genova)? Che senso ha a quel punto far coincidere provincia e regione? Insomma, un provvedimento buttato lì, l'ennesimo, senza che sia stato fatto un minimo di ragionamento organizzativo. Tanto valeva abolirle tutte le province, creando semplicemente riunioni periodiche tra i comuni di zone limitrofe per le azioni coordinate.
Per non parlare poi del "contributo di solidarietà", che è un capolavoro. Allora, ricapitoliamo: si paga il 5% sulla parte del proprio stipendio o della propria pensione che eccede i 90 mila euro all'anno, il 10% sulla parte che supera i 150 mila. Per i deputati e i senatori le cifre raddoppiano, col 10% e il 20%. Peccato che nel primo caso vengono colpiti solo quei pochi che lavorano come dirigenti o giù di lì; nel secondo, lo stipendio di un parlamentare copre circa il 30-40% di quello che incassa veramente. Infatti c'è da aggiungere la diaria, 4000 euro al mese per i portaborse (che in genere beccano tra i 500 e i 1000 euro in nero e sono al massimo due; la differenza la intasca il parlamentare), i soldi per affittare un ufficio a Roma, i soldi per i trasferimenti o per affittare anche un appartamento a Roma, se si risiede lontani dalla capitale; e così via. Tutte queste voci, che rappresentano migliaia e migliaia di euro al mese, non sono conteggiate nel "prelievo". E che dire degli autonomi e degli imprenditori? Per loro è ancora più semplice: in media loro dichiarano 30 mila euro all'anno (più o meno quanto un operaio) e quindi continueranno ad evadere il fisco come hanno fatto finora. E non è che abbassando la tracciabilità a 2500 euro (cioè al di sopra di questa somma si paga con assegno) si ottiene qualcosa. D'altronde questa misura, quando venne inserita dal governo Prodi, venne definita da Berlusconi una "misura stalinista". Si sta convertendo anche lui al comunismo, allora?
E si potrebbe continuare con ogni singola voce. Si tratta di tutte misure che, nella migliore delle ipotesi, sono idee interessanti mal applicate; nella peggiore sono il continuo dell'attacco che questo governo sta svolgendo contro i redditi medio bassi. Ed è inutile che il governo, come ha fatto il sottosegretario Santanchè questa mattina ad Omnibus, su La7, dica che vengono assunti 30 mila nuovi precari nella scuola: negli ultimi 3 anni ne hanno cacciati 160 mila. Inoltre l'assunzione è una scelta forzata: hanno fatto leggi talmente contrarie alla Costituzione e ai principi base dell'ordinamento, che il Ministero della Pubblica Istruzione sta collezionando condanne in ede civile in quantità industriale. SI tratta di un tentativo - timido, insufficiente e mal applicato, anche in questo caso, si fermare i ricorsi. Ma è fatto talmente male che sta causando nuovi ricorsi già da adesso.
Una annotazione finale. Ieri Berlusconi ha detto che sulla manovra non verrà messa la fiducia, se l'opposizione sarà disponibile come lo è stata a luglio, quando la manovra è passata in meno di una settimana tra Camera e Senato. Una opposizione che facesse passare questi provvedimenti, però si squalificherebbe moralmente. Inoltre, i mal di pancia all'interno del Pdl e della Lega sono così forti, che anche questa volta probabilmente verrà messa la fiducia. E non è certo la prima volta: sia nel 1994, sia tra il 2001 e il 2006 che con questo governo, mai i governi Berlusconi hanno approvato manovre finanziarie o manovre correttive senza la fiducia. Persino a luglio è stata messa la fiducia, nonostante l'opposizione non avesse presentato neanche un emendamento.

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di Antonio Rispoli
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