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Sul piede di guerra avvocati e notai

Manovra, tensioni nel Pdl

Contrasti per la norma sugli ordini professionali

Manovra, tensioni nel Pdl
13/07/2011, 21:07

ROMA - Il voto in senato della manovra economica di Tremonti continua a far discutere. Tensioni e malumori si registrano tra gli avvocati ed i notai del Pdl che puntano il dito contro norme, stipendi e liberalizzazione di ordini professionali. Tra maggioranza ed opposizione l’accordo è stato raggiunto ieri, intesa tra l’altro benedetta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal premier Silvio Berlusconi. Oggi però,  secondo alcune indiscrezioni, dopo la quiete apparente ci sarebbero stati scontri all'interno del Pdl.

Pare che, almeno una ottantina tra senatori e deputati avrebbero raccolto firme contro la norma prevista nella manovra economica che liberalizza gli ordini professionali. Gli onorevoli Mancuso, Marsiglio, Rampelli, Ghiglia e Barani del Popolo della libertà, hanno diffuso anche una nota nella quale sottolineano una forte preoccupazione per il contenuto della manovra finanziaria “che – si legge nel testo -  tratta della liberalizzazione delle professioni, in quanto l'eventuale attuazione comporterebbe automaticamente la distruzione del sistema di cassa degli ordini".  Per questi ultimi, al di là del disagio che questo comporterebbe, si avrebbero effetti negativi immediati perché verrebbe a saltare il meccanismo fondamentale di alimentazione delle casse degli ordini con un numero elevato di professionisti costretti a bussare alle casse dello Stato.  Sulla stessa lunghezza d’onda anche Ignazio La Russa, ministro ed avvocato iscritto al proprio ordine, secondo il quale la norma non sarebbe da aggiungere alla manovra. Insomma, tutto fa pensare che sarà tolta. Preoccupazione tra gli onorevoli anche sul fronte stipendi che per effetto di un emendamento concordato tra maggioranza ed opposizione equipara gli stipendi di parlamentare a quelli europei e i vitalizi parificati ai trattamenti corrispondenti a quelli applicati ai lavoratori dipendenti ai sensi della disciplina pensionistica vigente.  

L’Organismo unitario dell’avvocatura ha già in mente diverse mobilitazioni. Si pensa ad almeno 10 giorni di astensione dalle udienze a settembre, un congresso straordinario forense a novembre e una manifestazione nazionale unitaria di tutti i professionisti.

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di Rossella Marino
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