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Il ministro Giulio Terzi a Copenaghen

Marò: l'Ue sostiene l'Italia

Intanto la Lega attacca il governo

Marò: l'Ue sostiene l'Italia
09/03/2012, 21:03

L'Unione Europea ''fara' tutto il necessario'' per sostenere l'Italia nel contenzioso che la sta opponendo all'India per ottenere il rilascio dei due maro' italiani e affermare il diritto di giudicare la vicenda secondo le leggi italiane e non indiane.
L'assicurazione e' stata data formalmente dall'Alto rappresentante della politica Estera della Ue, Catherine Ashton, durante un incontro con il ministro degli Esteri Giulio Terzi, oggi a Copenaghen. ''Confido su un'azione attiva dell'alto rappresentante della politica estera europea e su una voce autorevole della Ue anche nei confronti delle autorita' indiane'', ha detto Terzi. Durante il colloquio, la Ashton ha confermato che ''intende provvedere sostegno'' all'Italia per una soluzione positiva della vicenda, ha riferito il suo portavoce Michael Mann. Ashton e Terzi hanno concordato di rimanere in ''stretto coordinamento'' dopo i contatti gia' avuti a fine settimana che hanno portato l'Italia a chiedere alla Ue di scendere in campo. Mercoledi' scorso i servizi della Ashton hanno annunciato di avere attivato, su richiesta italiana, canali diplomatici e contatti con Nuova Delhi con l'obiettivo di arrivare ad una soluzione ''soddisfacente'' del caso. Nessun dettaglio e' stato pero' fornito sull'azione di supporto della Ue: ''e' una questione diplomatica molto sensibile'', ha motivato Mann. ''I contatti proseguono, ma non siamo al corrente di qualcosa di tangibile in questo momento''. La richiesta portata dall'Italia sul tavolo dei partner europei riguarda ''la riaffermazione e la difesa dei principi che regolano l'impegno comune contro la pirateria'' e le missioni militari. Al suo arrivo a Copenaghen, Terzi ha annunciato che questo sarebbe stato il primo punto affrontato con i colleghi. ''Ho spiegato come sia fondamentale non solo per l'Italia, ma per tutti i Paesi Ue, che il principio di liberta' di navigazione sia tutelato'', ha poi spiegato. ''E' fondamentale che ci sia tutela e riconoscimento sugli organi di uno Stato che legittimamente agisce in un quadro delle risoluzioni dell'Onu e che ci sia la tutela delle navi che battono bandiera nazionale'', ha precisato il capo della Farnesina. ''La mia richiesta - ha assicurato - e' stata perfettamente compresa''. La battaglia dell'Italia per riportarsi a casa i due fucilieri del San Marco, accusati di avere ucciso due pescatori scambiati per pirati, non si e' limitata al coinvolgimento della Ue. Fonti hanno riferito  che l'azione diplomatica dell'Italia e' partita ''sin da subito'' e ''si e' gia' allargata a tutti i Paesi e le organizzazioni internazionali coinvolti in operazioni multilaterali'', circa 120. Terzi ne avrebbe parlato anche con il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon durante la Conferenza sulla Somalia del 23 febbraio scorso a Londra.
Dopo giorni di attacchi sulla gestione del braccio di ferro con l'India sul caso dei maro', e oggi con il nuovo grattacapo diplomatico con la Gran Bretagna per il blitz finito male in Nigeria, il capo della Farnesina Giulio Terzi ha perso la pazienza, ha abbandonato l'abituale aplomb da ambasciatore per difendere il suo lavoro. E per rispondere a muso duro a chi - Lega in primis - ha messo in dubbio l'efficacia dell'azione di governo sulla scena internazionale. ''Lascio ad altri le speculazioni e i giochi politici che non mi competono'', ha risposto alle accuse da Copenaghen - dove si trova per partecipare alla riunione informale dei ministri degli Esteri europei - quasi a voler lasciare intendere di aver cose ben piu' importanti di cui occuparsi che di polemiche interne. A Terzi pero' non e' proprio andato giu' il post su Facebook di Roberto Maroni che ne chiedeva le dimissioni: ''Su maro' e Lamolinara il governo e' stato preso per il c... Ma che ci sta a fare uno cosi' alla Farnesina? Dimissioni subito!'', aveva scritto il deputato leghista, rincarando la dose con notizie di stampa secondo cui Terzi ''manda i figli a scuola con l'auto blu''. Durissima e diretta la reazione del ministro: ''Maroni farebbe meglio a occuparsi delle vicende interne alla Lega e spiegare cosa sta accadendo a Milano, invece di distogliere l'attenzione parlando di vicende che non conosce''. ''Io faccio il ministro degli Esteri - ha poi aggiunto - e svolgo questo ruolo in piena coscienza e con grande fermezza nell'interesse del Paese''.
L'appuntamento nella capitale danese era infatti l'occasione per parlare faccia a faccia con il collega britannico William Hague del pasticcio nigeriano e dello ''sconcerto'' che ha creato nel Paese l'aver deciso l'operazione per la liberazione degli ostaggi, Enrico Lamolinara e Chris McManus, poi rimasti uccisi, senza avvertire il governo italiano. E per verificare con il capo della politica estera europea Catherine Ashton la volonta' dell'Ue di attivarsi per la sorte dei fucilieri del San Marco finiti in un carcere indiano.

 

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di Anna Carla Broegg
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