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No alle elezioni anticipate

Marcegaglia: "Basta ad insulti e dossier"


Marcegaglia: 'Basta ad insulti e dossier'
13/08/2010, 20:08

La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, chiede alla politica di mettere la parola fine "all'irresponsabile massacro" cui sta assistendo il Paese, tra "insulti e dossier", e invita il governo "alla serietà e a governare". No a "forzature" ed elezioni anticipate.
Secondo la Marcegaglia tornare alle urne sarebbe una "sconfitta" per l'intera leadership che ha vinto le elezioni del 2008: lo sconforto prevarrebbe e boccerebbe tutti stavolta". Un No secco alle elezioni anticipate dunque, secondo la presidente di Confindustria si correrebbe il rischio di ritornare alla prima Repubblica degli anni '70.
“Non credo sia una grande idea tornare al proporzionale senza sbarramento dei partitini di un tempo. Questa legge elettorale non è brillante perché a scegliere i parlamentari sono i leader dei partiti e non gli elettori, con quali risultati abbiamo purtroppo visto: ma riformarla non è impossibile. Nel mezzo della più grande crisi dal 1929, però - sottolinea Marcegaglia - il Paese pretende stabilità e un governo con una maggioranza fortissima non può parlare di tornare alle urne".
La crisi economica, prosegue Marcegaglia, "non è ancora finita" ed è dunque "ora necessario fare le riforme per tentare di aumentare la produttività del Paese".
Il presidente di Confindustria rilancia il programma già "spesso delineato e discusso con la politica, le parti sociali, il sindacato, l'opinione pubblica. Va bene meno spesa pubblica, bene restare saldi sul rigore e i conti, ma adesso temi cruciali sono ricerca, scuola e innovazione. Non basta, e lo abbiamo già detto a proposito della finanziaria, migliorare i meccanismi in opera, occorre investire di più: ci vogliono più fondi, presto. La riforma fiscale deve andare avanti o che cosa diremo alle imprese che sono le migliori nell'export e nell'innovazione e vedono tutto quanto realizzato falciato alla fine da una fiscalità che l'Irap rende micidiale e penalizzante? La produttività è centrale".

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di Elisabetta Froncillo
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