POLITICA - Regione

Mare inquinato: Cosentino attacca Marone

Mare inquinato: Cosentino attacca Marone

23/07/2009, ore 17:58 - 

“Come un vecchio e screditato sciamano, Riccardo Marone cerca di esorcizzare l’emergenza mare, gettando fango contro chi, ancora una volta, ha cercato di togliergli le castagne dal fuoco”. Lo afferma il sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale del Pdl, Nicola Cosentino, che aggiunge: “Due giorni fa, intervenendo all’incontro organizzato dal presidente della Provincia di Napoli sull’emergenza mare, avevamo volutamente evitato di dare un nome e un cognome ai responsabili del disastro, anche se pubblicamente sollecitati a farlo. Esacerbare gli animi non si sarebbe dimostrato né utile, né saggio, in un momento in cui le ragioni della politica facevano bene a cedere il passo a quelle del buon senso”.
“Una strategia – aggiunge il parlamentare - male interpretata dall’assessore regionale al Turismo, che potrebbe non aver ancora capito chi è il vero responsabile di questo disastro; e non essersi completamente reso conto che la giunta di governo, di cui fa parte, è la stessa che, da due legislature, fa il bello e cattivo tempo in Campania. Evidentemente, all’assessore regionale al Turismo deve essere beffardamente sfuggito che, in dieci anni, dopo aver fatto a pezzi l’immagine della Campania, la sinistra ne sta affossando anche l’economia, rendendo pressoché inutili i tentativi di rilancio fatti in questi ultimi dodici mesi dal Governo Berlusconi. Probabilmente, nessuno ha ancora detto a Marone, chi e in quanto tempo ha tirato fuori la Campania dall’emergenza rifiuti. Omettendo anche di dire che tutti i poteri e le risorse in materia di depurazione delle acque sono stati gestiti, nel corso degli ultimi dieci anni, da Antonio Bassolino, nella duplice veste di commissario straordinario di governo alla tutela delle acque, e in quella di governatore della Campania”.
“Evidentemente, oltre a non sapere, Marone fa anche finta di non vedere. Come nel caso del depuratore di Cuma, i cui disservizi non sarebbero mai accaduti se qualcuno alla Regione Campania avesse esercitato i poteri di controllo sulla società concessionaria. La smettesse, quindi, l’assessore al Turismo di sparlare. E trovasse, piuttosto, uno straccio di soluzione al problema. Di ciò – conclude Cosentino – ne saremmo tutti grati. A cominciare dai cittadini della Campania che ritroverebbero il loro mare, e dai balneari che non vedrebbero vanificati i loro sacrifici”.
 

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