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Marevivo: “ascoltata la nostra voce, ora aspettiamo i fatti”


Marevivo: “ascoltata la nostra voce, ora aspettiamo i fatti”
26/01/2012, 17:01

26 gennaio 2012 – Dopo anni di campagne e di impegno spesi per riportare in salute il Golfo di Napoli, malato antico e ormai quasi in fin di vita, accogliamo con soddisfazione la risoluzione votata, ieri, in commissione Ambiente del Senato, su iniziativa del senatore Antonio D'Alì, che chiede al governo di intervenire per ripristinare la situazione ambientale nel mare di Napoli.

“Finalmente la nostra voce sembra essere stata ascoltata ma ora ci aspettiamo che i propositi si concretizzino ed il Golfo possa beneficiare di fatti e non più soltanto di parole – ha commentato Rosalba Giugni, presidente di Marevivo – come anche da noi proposto, inserire nel testo della risoluzione l’idea di un osservatorio, a cui partecipino soggetti pubblici e privati, senza alcun onere a carico della finanza pubblica e anche quella di presentare, ogni tre mesi, alle Camere una relazione sullo stato di attuazione dei lavori ci induce a sperare che non debbano trascorrere altri sedici anni prima di accorgerci che il problema è ancora irrisolto”.

In questi lunghi 16 anni il mare di Napoli è stato l’unico a non saper leggere: non ha recepito che c’è stata una colossale organizzazione pubblica per il suo risanamento alla foce del fiume Sarno e che sono stati spesi oltre 500 milioni di euro senza ottenere nessun risultato pratico, benché siano state realizzate molte strutture, in grandissima parte incomplete e non funzionanti.

A seguito dei drammatici e ripetuti fatti che hanno avvelenato - e continuano a farlo - il mare partenopeo, Marevivo ha posto in essere un piano strategico articolato su più fronti: dall'istituzione di un coordinamento con amministrazioni locali, ricercatori, categorie economiche e sociali alla formazione di un comitato tecnico-scientifico di esperti, dall'attività di lobby politica a livello locale e nazionale all'organizzazione di iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza.

Con il Convegno “Il Mare di Napoli: morte o rinascita”, in programma il prossimo 6 marzo a Napoli, l'Associazione ritiene indispensabile incontrare gli Stati Generali - ovvero tutti coloro che hanno la responsabilità e la possibilità di restituire a questa preziosa risorsa il giusto valore e la dignità che le spetta - ed auspica in quella sede, a quaranta giorni dalla risoluzione, di poter già vedere risultati concreti.

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di Redazione
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